Un’edizione fuori dagli schemi: ecco come Manuel Agnelli ha sabotato X Factor

Nell’anno degli stravolgimenti, il talent show targato Sky si indirizza su nuovi stili musicali. E il giudice frontman degli Afterhours lotta per questa innovazione.

Data l’impostazione televisiva e il principio del televoto, gli artisti che nel corso degli ultimi quattordici anni si sono esibiti sul palco di X Factor hanno sempre rispecchiato i gusti di un pubblico ascoltatore delle classifiche Top 50. Il programma si propone di far emergere talenti con un futuro discografico assicurato e quindi non c’è nulla di strano (o sbagliato) se i finalisti spesso ricadono nei generi pop o rap. Da qualche edizione però la scena alternativa sta conquistando una buona fetta del pubblico votante e mai come quest’anno distorsioni di chitarra e sperimentazioni elettroniche la stanno facendo da padrone sul palco di X Factor.

Little Pieces of Marmelade, Manitoba e Melancholia formano la squadra Gruppi capitanata dal giudice Manuel Agnelli (xfactor.sky.it)

Manuel Agnelli, il vero fattore x del programma

Fin dagli albori del talent show, quando ancora veniva trasmesso su Rai 2, un elementoalternativo‘ ha sempre fatto parte della giuria. Ma il suo compito si limitava a sottolineare l’esistenza di una cultura musicale diversa da quella presentata sul palco. E sebbene grandi musicisti come Enrico Ruggeri, Morgan o Skin siano stati giudici della versione italiana del programma, è dal 2016 con l’ingresso di Agnelli in giuria che la musica rock ed alternativa nel senso più ampio comincia a farsi strada tra le assegnazioni e la stessa scelta dei concorrenti.

Il fondatore degli Afterhours e dell’etichetta discografica Vox Pox ha di fatto influenzato buona parte della musica alternativa italiana degli ultimi trent’anni e, limitandoci al contesto X Factor, ha sempre dimostrato interesse nel contaminare il programma con la sua anima rock. Anche se una parte del grande pubblico non lo apprezza (chi lo trova spietato, chi saccente), ringraziare Manuel Agnelli è necessario. Dobbiamo ringraziarlo perché in un talent show all’insegna del pop sono state cantate cover di Seu Jorge e Radiohead; perché i Måneskin hanno conquistato il secondo posto (e l’interesse di tutti) nel 2017; perché, anche quando Agnelli non era il giudice di riferimento, un gruppo sperimentale come i Bowland ha partecipato sfiorando il podio. Nel 2020, lo ringraziamo perché la sua squadra è qualcosa di mai visto (almeno sul palco di X Factor).

La Domenica di Agnelli non è però solo Rock’ n’ Roll

Eliminati durante il secondo live, i Manitoba sono stati il primo gruppo a lasciare la squadra dello Zio Lambs (così come i concorrenti hanno soprannominato il loro capitano). Il gruppo è costituito dai fiorentini Giorgia Rossi Monti e Filippo Sebastini e, come gli altri membri della categoria, prima di salire sul palco di X Factor avevano già alle spalle una carriera musicale proficua: un album dalle sonorità indie-rock e un tour che li ha portati ad aprire i concerti di Franz Ferdinand ed Ex-Otago. A X Factor però hanno avuto poche occasioni per farsi ascoltare. Si sono presentati con un inedito (La Domenica) in cui raccontano tutto l’amore che provano l’uno per l’altra fuori dalle scene; nel secondo episodio portano una cover di I wanna be sedated dei Ramones, dove l’anima punk del gruppo (esaltata da Agnelli) però non traspare… ricorda piuttosto un brano uscito da High School Musical. Tutto sommato però, nel microcosmo di X Factor non si erano mai presentati concorrenti alt-pop così solidi!

I Manitoba cantano il loro inedito durante il ballottaggio del secondo live (dal sito xfactor.sky.it)

I vincitori morali di X Factor: i Melancholia

Nessuna eliminazione in tutta la storia di X Factor ha destato tanto scalpore come quella del gruppo di Foligno scartato dal pubblico dopo il quinto live. L’apprezzamento per questo gruppo è stato immediato; un brano dopo l’altro Benedetta, Filippo e Fabio hanno sorpreso ed emozionato. Ciò che è stato veramente incredibile è come il pubblico sia riuscito a comprendere (anche se non fino all’ultimo) questa pietra preziosa. Un diamante grezzo fatto di geniale uso dell’elettronica, influenze urban e attitudine hard-rock. Agnelli ha parlato di fallimento suo e del programma dopo che il gruppo è risultato il meno votato; questo in seguito alla cover della canzone Hunter di Björk e al ballottaggio con il concorrente Over N.A.I.P.. Più che di fallimento però, bisognerebbe parlare di un principio di rivoluzione; nonostante tutto i Melancholia erano stati acclamati dal pubblico come i vincitori designati, il fatto che sperimentazioni e cover di artisti come Poppy e IDLES siano state tanto apprezzate è già di per sé una vittoria. L’eliminazione dal programma ci ha regalato una delle performance più emozionanti e sincere viste in un talent show e la sua eco ha già portato il loro recentissimo album fra i più scaricati del catalogo iTunes.

Benedetta, frontwoman dei Melancholia, canta una cover di “Sweet Dreams (Are Made Of This)” degli Eurhytmics durante il quarto live (xfactor.sky.it)

I gufetti di Filottrano volano in finale

Non ci sono parole per descrivere la sorpresa e l’orgoglio di ritrovare un duo come i Little Pieces of Marmelade fra i quattro finalisti di questa edizione. “Pensavano che sarebbero stati schiacciati fuori dal programma come un brufolo” ha rivelato Agnelli presentando i suoi protégé durante il sesto live. Un percorso all’interno del programma ricco di inediti e cover che mai ci si sarebbe aspettati di sentire a X Factor; sono i veri outsiders del programma, rappresentanti di un underground che in TV non aveva ancora trovato spazio, modo (e in certi casi voglia) per esprimere la propria voce. Pur essendo vicini alla 90s nostalgia (con cover di Smashing Pumpkins e Verdena), le influenze blues rendono tutto molto innovativo. “Quando l’autotune si fa duro, i duri cominciano a suonare” ha detto Agnelli parlando di loro; cantano un inno all’analogico e hanno una presa sul pubblico (diviso fra chi già abituato al pogo e chi si è scoperto voglioso di dedicarsi all’headbanging) incredibile. Hell Raton, fondatore della Machete Crew e capitano delle Under Donne, dovrebbe tranquillizzarsi riguardo al futuro di questi ‘gufetti‘ (come DD e Frankie vengono chiamati); indipendentemente dal ruolo che avrà lo Zio Lambs, nelle carte si legge un futuro ricco di concerti.

I Little Pieces Of Marmelade cantano “Muori Delay” sul palco del sesto live in un featuring con l’autore del brano, Alberto Ferrari dei Verdena (xfactor.sky.it)

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