When You See Yourself: per i Kings of Leon la musica si suona in famiglia

A cinque anni dall’LP Walls, il quartetto statunitense ritorna a illuminare il mondo con il suo rock intimista, rendendo felici fan e critica.

Il 5 marzo 2021 è uscito When You See Yourself, ottavo lavoro in studio per il gruppo fondato a Nashville nel 1999 dai fratelli Caleb, Nathan e Jared Followill e loro cugino Matthew. Questo nuovo album ricongiunge i membri della band, nota per hit come Sex On Fire, con le loro origini religiose (il padre dei fratelli Followill era un predicatore della Chiesa Unita Pentecostale Internazionale) rivelando liriche più riflessive e personali.

Da sinistra: Anthony Caleb Followill, Matthew Followill, Ivan Nathaniel Followill e Michael Jared Followill (nme.com)

Il supporto a Live Nation’s Crew Nation

La promozione del nuovo disco è stata avviata nel gennaio 2021, con la pubblicazione dei singoli 100.000 People e The Bandit. Come tante altre band, in questo periodo di pandemia e chiusura dei locali, i Kings of Leon hanno avviato una campagna di raccolta fondi in favore dei tecnici che lavorano per allestire i palchi in occasione dei loro concerti. Per fare questo, il gruppo statunitense ha spedito ad alcuni fan selezionati e poi messo in vendita la Hero T-shirt; si tratta di una maglietta in edizione limitata su cui sono stati stampati i testi dei vari brani contenuti in When You See Yourself. La maglietta ha rappresentato sia un contributo economico per i lavoratori dello spettacolo che una significativa anteprima su questo ottavo LP.

L’annuncio dell’uscita dell’album attraverso la produzione della Hero T-shirt

Come suona il disco?

When You See Yourself si apre sulla title track, che, con l’aggiunta di “Are You Far Away” al nome dell’album, introduce il tema focus dell’LP: il dialogo con sé stessi, che spesso risulta una critica severa e distaccata. Altro argomento chiave dell’album è il rapporto con l’altro (ricerca e allontanamento); i singoli già citati, The Bandit e 100.000 People, oltre che una seconda tematica, ci mostrano come il sound della band si sia profondamente evoluto. Se con The Bandit riconosciamo i riff tipici dei Kings of Leon, con 100.000 People viene dato ampio spazio al synth. Le sperimentazioni con l’elettronica si fanno sentire anche in Stormy Weather e A Wave; in centro e in coda all’album, invece, Golden Restless Age e Echoing presentano il ritmo ipnotico e incalzante dei vecchi lavori della band. Risulta evidente, comunque, che i tempi del southern rock sono ormai finiti… le liriche sempre più personali e le influenze dreampop, rivelano una famiglia Followill pronta a sperimentare (come nel caso di Claire & Eddie e Supermarket). Il nuovo sound, quello del brano Time in Disguise nello specifico, si avvicina innegabilmente alle sonorità degli statunitensi The Killers; nonostante la somiglianza, la nuova dimensione eterea dei Kings of Leon possiede chiaramente una sua identità, messa in mostra nel commuovente brano di chiusura, Fairytale.

Videoclip del brano The Bandit

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