The Sound of Cinema: Highlander – L’ultimo immortale (1986)

Ecco come quella “specie di magia” che pervade la musica dei Queen ha reso degli spadaccini, che si sfidano tra le strade di New York, immortali.

Dopo lo scorso appuntamento di The Sound of Cinema, incentrato sulla colonna sonora di The Blues Brothers, continuiamo a trattare i film cult anni Ottanta: oggi è il turno di Highlander – L’ultimo immortale. Un’opera che, nonostante gli scarsi incassi al botteghino, si è trasformato in un vero fenomeno pop spingendo i produttori a investire su diversi sequel – ben quattro! -, serie tv, cartoni animati e videogiochi a tema guerrieri immortali. C’è un elemento, però, che rende il primo film, uscito nel 1986, unico rispetto al resto della saga: la contribuzione diretta dei Queen alla colonna sonora.

La band Queen insieme all’attore Christopher Lambert, protagonista di Highlander – L’ultimo immortale (noidegli8090.com)

La leggenda di Connor MacLeod

Nel parcheggio sotterraneo del Madison Square Garden, a New York City, la polizia trova un cadavere decapitato e un’antica spada. L’unico sospettato dell’omicidio è Russell Nash (Christopher Lambert), un antiquario che stava scappando dal parcheggio proprio all’arrivo della polizia; su di lui comincia a indagare il tecnico forense Brenda J. Wyatt (Roxanne Hart), convinta che Nash stia nascondendo importanti dettagli sul delitto. Il segreto del personaggio di Lambert? La sua vera identità. L’antiquario newyorkese si chiama, in realtà, Connor MacLeod, un guerriero delle Highlands scozzesi, ferito a morte in battaglia nel 1536; dopo una miracolosa guarigione, MacLeod incontra il cavaliere spagnolo Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez (Sean Connery) che gli spiega di essere come lui, un essere immortale costretto alla battaglia con i suoi simili finché non ne resterà solo uno.

Scena del duello al Madison Square Garden (pinterest.com)

Fighting to survive in a world with the darkest powers

Mentre la colonna sonora di questo lungometraggio, diretto da Russell Mulcahy, è stata composta da Michael Kamen, le tantissime canzoni che possiamo ascoltare per tutta la durata del film, anche in versione strumentale, sono opera degli inglesi Queen. Highlander è il secondo film, dopo Flash Gordon (1980), per cui il gruppo si è direttamente interessato alla soundtrack; se all’epoca di Flash erano state utilizzate le canzoni dell’omonimo album, per quest’opera si è attinto da due LP ben precisi: The Works (1984) e A Kind of Magic (1986). Il film si apre sulle note di Princes Of The Universe, un inno per chi è impegnato alla lotta contro le forze oscure, sigla del film e in seguito della serie tv Highlander. Altro brano simbolo del film è Who Wants To Live Forever, canzone che accompagna l’addio struggente tra l’immortale MacLeod e il suo grande amore Heather. E sempre di amore si parla con One Year Of Love, traccia che suggerisce che possa esserci del tenero tra Nash e Brenda.

La canzone Who Wants To Live Forever in una scena del film

Kurgan, l’antagonista fan di Freddie Mercury

Come ogni eroe che si rispetti, anche MacLeod ha il suo acerrimo nemico da sconfiggere. Kurgan (Clancy Brown) rappresenta il lato oscuro della stirpe degli immortali, fu colui che nel lontano 1536 ferii a morte l’highlander; nel 1985, sotto il nome di Victor Kruger, si reca a New York per sconfiggere MacLeod nello scontro fra gli ultimi immortali. Mentre vediamo Kurgan sfrecciare fra le strade della Grande Mela, riconosciamo in lui sicuramente un aspetto positivo: il suo gusto musicale; i brani preferiti del personaggio di Brown sono Gimme The Prize e New York, New York, cover inedita cantata da Freddie Mercury. Gimme The Prize è sottotitolato come Kurgan’s Theme e si rivela in contrasto a Princes Of The Universe; il testo del brano presenta anche varie battute pronunciate dall’immortale crudele nel film, tra cui la famosa citazione di Neil Young “It’s better to burn out than to fade away“. Unica canzone contenuta in The Works che appare nel lungometraggio è Hammer To Fall, ascoltata in macchina da un personaggio esterno alle avventure di MacLeod, ma che si ritrova coinvolto nelle sue battaglie… che grazie al lavoro di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon raggiungono dimensioni epiche.

L’inedita cover di New York, New York all’interno del film

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