Tante Care Cose di Fulminacci è ben oltre un semplice augurio

Dopo la partecipazione a Sanremo 2021, Fulminacci pubblica il suo secondo disco. Tante Care Cose è la perfetta rappresentazione delle molteplici sfaccettature artistiche del giovane cantautore romano.

Fulminacci, pseudonimo di Filippo Uttinacci, è un cantautore romano classe 1997. Nel 2019 pubblica il suo primo disco La Vita Veramente, con l’etichetta indipendente Maciste Dischi. Questo, gli vale la Targa Tenco come miglior Opera Prima, il Premio MEI come miglior giovane dell’anno e il Premio PIVI, nella categoria Miglior Videoclip Indipendente dell’anno, per il video del brano La Vita Veramente.

Il disco

Il 12 marzo di quest’anno, invece, sempre con la fidata Maciste Dischi, esce il secondo lavoro in studio, intitolato Tante Care Cose. Un titolo che a molti può sembrare ironico e negativo, ma che in realtà rappresenta un tipico saluto romano, che in questo caso è utilizzato con un’accezione positiva e tenera. D’altronde, di questi tempi, un augurio di cose belle fa sempre piacere. Un auspicio che viene ritratto anche nella copertina, la quale è stata realizzata da un’intelligenza artificiale e raffigura una festa, attività che ad oggi non è possibile compiere ma che ci auguriamo di poter tornare a fare presto. L’album contiene 10 tracce, di cui 2 uscite come singoli d’anticipazione (Canguro e Un fatto tuo personale), Santa Marinella è la canzone presentata a Sanremo 2021 e 7 sono inedite. Un disco di estrema sperimentazione, sia per quanto riguarda i testi, sia per le sonorità. Esaminiamole insieme una ad una.

Retro del disco Tante Care Cose di Fulminacci

Meglio di così

Il brano che apre il sipario è Meglio di così, la perfetta congiunzione tra l’uniformità dei pezzi racchiusi nell’album precedente e le sperimentazioni presenti in questo nuovo lavoro. Un reminder al brano La Soglia Dell’Attenzione, da cui riprende il tema della spensieratezza e le sonorità. La canzone è il ricordo di una vacanza estiva con i propri amici e il proprio amore, la rievocazione dei vecchi momenti passati insieme e la voglia di non tornare alla quotidianità. È il brano che più ricorda gli altri singoli a cui Filippo ci ha abituati, ma non per questo, banale.

“Io però ci penso sempre e non lo dico mai
Che cosa non farei per rimanere qui”

Santa Marinella

Ormai la conosciamo tutti, Santa Marinella è la canzone con cui Fulminacci ha partecipato alla 71esima edizione del Festival di Sanremo (ve ne avevamo parlato meglio qui). E’ un brano in cui l’artista si è immedesimato nei panni di un suo amico e ha provato a mettere in musica il racconto di una storia d’amore che lui stesso gli ha fatto. Il titolo fa riferimento al luogo dove avviene l’episodio citato nel testo. Per chi non lo sapesse infatti, Santa Marinella è una località marittima in provincia di Roma, denominata ‘la perla del Tirreno’, a causa della bellezza del suo mare. Tornando al pezzo, vi possiamo dire che ha una melodia che strizza l’occhio ai The Beatles ed in particolare a Paul McCartney, mentre il testo ricorda lo stile cantautorale dei grandi Maestri come Dalla e De Gregori. Una cosa è certa di questo brano, questa frase ci resterà in testa ancora per molto:

“Voglio solamente diventare deficiente e farmi male”

Miss Mondo Africa

Un grande successo del cantautore romano si intitola Le ruote, i motori! e, come per le migliori serie tv, non può mancare uno spin-off, che in questo caso si chiama Miss Mondo Africa. I protagonisti sono gli stessi, ovvero quattro liceali che si ritrovano insieme su di un muretto sul Lungotevere. Il pomeriggio passa e la noia sale, fino a quando si avvicina a loro un ragazzo africano che inizia a cantargli questo motivetto:

“Ciao bello, come stai, bello come me? Africano bianco e bello abbronzato
Miss Mondo Africa e playboy Africa”

Giusto il tempo di cambiare la melodia da stile tribale ad un più moderno soul, ed ecco fatta la hit. Impossibile non fare un parallelismo con le acustiche dei più grandi successi di Jovanotti. Fidatevi, non smetterete di cantare il ritornello. Potrebbe essere il prossimo singolo?

La grande bugia

Si sa, dopo ogni hit, in scaletta troviamo un pezzo ricco di significato ed emozioni. E anche questa volta Filippo non si smentisce. Proseguendo per la tracklist, infatti, scopriamo il quarto brano, ovvero La grande bugia. Leggendo il testo si può notare come sia stato scritto di pancia. Parole strappalacrime che racchiudono un concetto vero e tenero, cantate sotto forma di discorso, che Fulminacci fa al sé stesso da piccolo. Il tutto è accompagnato da una musica synth-pop, di cui la drum machine è protagonista indiscussa, creando così l’atmosfera perfetta.

“Sogna, piccolo mio
Finché la notte resisterà
Anche se sembra di cadere”

Un fatto tuo personale

Arriviamo poi a uno dei due singoli che hanno preceduto l’uscita del disco. In questo caso stiamo parlando della canzone Un fatto tuo personale. Brano nato dalla collaborazione con Frenetik&Orang3 e ispirato al documentario Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini, il pezzo parla del disorientamento della generazione del cantante.

Scusate ho bisogno di dire quello che penso

È così che inizia il testo, e subito si nota l’analogia testuale con il brano del 2019 Borghese in Borghese in cui Fulminacci canta:

Io canto la mia opinione così che si diffonda

Già dalle prime righe si capisce come l’intero disco e questa canzone, in particolare, sia pura libertà espressiva per il cantante. A differenza del primo lavoro in studio che era più un “raccontare quello che uno vede”, Tante Care Cose è, difatti, più un “raccontare quello che uno sente”.

Tattica

Arriviamo ora a scoprire il brano più allegro e ritmato dell’album: stiamo parlando di Tattica. È il vero tormentone e se la gioca con Miss Mondo Africa nella lotta per il nuovo singolo estivo. Un pezzo carico e da ballare dalla prima all’ultima nota, che sia in spiaggia, sotto la doccia o in macchina con il volume al massimo e i finestrini abbassati. Vogliamo trovare un pezzo simile? Indubbiamente ricorda Tommaso, altro grande successo del giovane cantautore, a cui è stato aggiunto un pizzico dello stile artistico di Daniele Silvestri. Difficile smettere di canticchiare questi versi:

“Sto nel traffico, traffico, traffico
nella macchina, macchina, macchina
vado al massimo, massimo, massimo
senza tattica, tattica, tattica”

Canguro

Come scritto all’inizio, questo è un disco ricco di sperimentazioni, musicali e testuali. Il perfetto esempio di ricerca testuale è Canguro. Il testo, infatti, può risultare banale o addirittura indecifrabile a un primo ascolto. Soffermandosi più attentamente però, si può notare come Fulminacci provi un nuovo stile di scrittura, esponendo liberamente sensazioni ed emozioni primarie. Un modo più poetico e criptico di comporre canzoni, con un’alta percentuale di rischio di cadere nella banalità. Ma noi ve lo assicuriamo, anche questa volta Filippo ha fatto centro e la canzone è una bomba, come dimostrano i quasi 3 milioni di ascolti su Spotify. Provare per credere.

“Fino ad oggi vabbè
Ma domani non so
Voglio fare una brutta figura
Questa qua è la mia vera natura”

Forte la banda

La melodia della terz’ultima canzone della tracklist, Forte la banda, è una dichiarazione d’amore al pop anni ’70. L’inizio, infatti, è un’inequivocabile citazione al brano Bennie and the Jets di Elton John, mentre il resto del pezzo, ricorda un po’ Giovane Stupida di Cesare Cremonini.

“Basta con i toni leggeri, con le accuse pesanti
Mi piace la musica quella dei grandi
E dopo tutto può essere un atto d’amore rubargli le idee”

Tale frase è il fulcro di questo lavoro di Filippo. Un elogio ai suoi riferimenti musicali, senza però snaturare la sua arte. All’opposto, il testo è una critica nei confronti di coloro che la musica la fanno da anni, e che, durante la sua breve carriera, gli hanno sempre detto di non valere molto. Il piccolo sfogo di un giovane cantautore che in soli due anni di carriera vanta già numerosi premi e singoli di successo.

“Ma la musica pop la puoi fare soltanto se c’hai delle idee”

Giovane da un po’

Siamo in dirittura d’arrivo, mancano solo due canzoni. Analizziamo quindi Giovane da un po’. Rappresenta una sorta di lettera, scritta da un ragazzo più o meno coetaneo di Filippo e indirizzata a un uomo che ha fatto il ’68.

“E grazie che avete lottato
Mi spiace se non ero nato
E correre a cento all’ora
Che bello dev’essere stato”

È il brano più elegiaco del disco, in cui viene espressa la volontà, da parte del giovane, del battersi per un sentimento così grande e chiaro.

“Decidi se farti un bagno o guardare
Gli altri che se lo fanno”

Un viaggio indietro nel tempo anche nell’acustica, con suoni vintage che fanno riaffiorare la spensieratezza di quel periodo storico. Nota importante da citare, un altro tributo ai The Beatles ed in particolare a Paul McCartney e al suo giro di basso in A Day In The Life.

Le biciclette

Concludiamo questo percorso musicale con la traccia conclusiva dell’album, ovvero Le biciclette. Un arrangiamento principalmente acustico, composto da chitarra e pianoforte, accompagnano un testo universalmente intimo. Fulminacci esce allo scoperto e si mette totalmente a nudo, dando voce al suo pezzo più autobiografico fino ad ora. Parla di se stesso, Filippo, e della sua bellissima storia d’amore. Preparate i fazzoletti, perché potrebbero cadere delle lacrime.

“Tu che sei una e mi circondi”

Tiriamo le somme

Filippo è un artista che va ben oltre i posizionamenti in classifica o i numeri raggiunti con gli streaming. Ce l’ha dimostrato con quest’album. Meno cantautorale rispetto a La Vita Veramente, ma non per questo mediocre. Certamente, l’ispirazione e le citazioni ai Grandi della musica non mancano, ma, questa volta, sono più degli accompagnatori che lo assistono nella ricerca più definita della sua direzione artistica. Troviamo, difatti, molta più sperimentazione musicale e autoriale. Insomma, un disco in grado di essere apprezzato da una grande fetta di pubblico, e che va ascoltato più volte per essere compreso appieno. Dopo l’ep di esordio, ci si aspettava molto da Fulminacci, e con questo lavoro non ha deluso le nostre aspettative, anzi, ci ha stupiti sotto molti aspetti. Fateci sapere il vostro parere. Noi intanto vi auguriamo Tante Care Cose.

Fulminacci (TPI)

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