Storie di emergenti: Blanco

Nuovo mese, nuovo format. In questo articolo, così come in altri a seguire, parleremo dei nuovi prospetti e talenti della musica italiana. Oggi tocca a Blanco.

Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, classe 2003 (VICE)

Quanto tempo può impiegare un ragazzo di provincia per toccare la vetta della classifica? A volte anni, a volte un artista non ci arriverà mai. Eppure, come in un classico blockbuster americano, Blanco è passato dal niente al tutto in poco più di sei mesi. Avete capito bene, sei mesi. Certo, c’è chi potrebbe pensare a delle spinte particolari, chi magari qualche aggancio, ma ognuno creda quello che vuole: i fatti dicono che ormai Blanco è una realtà della musica italiana. Il suo stile, la sua musica, il suo modus operandi, sono quelli che ricordano le vere e proprie star: genio e follia al servizio di una penna prima e di una voce poi.

Come nasce Blanco

Riccardo si avvicina alla musica svariati anni fa, mosso dall’intenzione di scrivere una canzone per una ragazza, come ha rivelato in un’intervista. Proprio in quell’occasione Riccardo ha conosciuto la musica, sono venute fuori le sue incredibili doti ed è nato Blanco. Dopo questo primo approccio, il suo rapporto con la musica si è fatto più intenso. Ha continuato a scrivere, si è esercitato, è migliorato e, grazie al suo inseparabile produttore Michelangelo, si è affacciato nel mondo della musica. Il primo frutto di questa collaborazione è la traccia Belladonna (Adieu), rilasciata a giugno 2020. Come capita molto spesso, il primo brano rivela un artista acerbo, alla prime armi, dotato però di un grande potenziale. Tutto ciò verrà fuori solamente un mese dopo.

Il successo

Nel mese di luglio, infatti, l’artista lombardo ritorna a far parlare di sé con la traccia Notti in bianco. Il brano presenta due versioni: la prima, quella ufficiale, è una traccia incredibile, originale, nuova nel suo genere, dove Blanco, accompagnato da un beat punk rock, lascia esplodere la sua potenza vocale; la seconda versione è acustica, invece, eseguita al piano dal suo producer Michelangelo ed è comunque esplosiva, mai però quanto l’originale. Entrambe le tracce presentano un videoclip ed entrambi sembrano sposarsi con la traccia rispettiva: la versione punk rock ha un videoclip completamente fuori dagli schemi ed esprime un senso inedito di ribellione; la versione acustica è accompagnata invece da un video girato in casa, con camera fissa, dove sono inquadrati sia Blanco che Michelangelo. La tematica della traccia è l’amore, tematica molto cara all’artista che ritroviamo poi anche nel pezzo successivo Ladro di fiori. Questa volta la canzone è più romantica, meno dura e ribelle, come evidenziato anche dal beat prevalentemente R&B. Queste tracce hanno lanciato Blanco nel mondo dei grandi, dandogli un successo enorme. Spotify lo ha inserito poi nella speciale playlist RADAR ITALIA, dove vengono inseriti i nuovi emergenti della scena da supportare, a dimostrazione della notevole bravura del ragazzo.

Blanco, Mace e Salmo, protagonisti de La Canzone Nostra

La consacrazione

Eccola, la vetta della classifica. Tutto nasce da Mace, prossimo a pubblicare l’album OBE, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo. Il producer contatta sia Salmo sia Blanco per una collaborazione nel proprio album e, i due, prontamente accettano. Il prodotto di questo featuring è La Canzone Nostra, secondo singolo estratto da OBE, rilasciato il 7 gennaio 2021, più di un mese prima del rilascio del progetto completo. Appena rilasciata, la traccia ha conquistato la prima posizione della TOP50 Italia e non l’ha mollata per due mesi, se non per qualche ora. La traccia è una delle migliori dell’album e ha riscosso un successo incredibile, a tal punto da entrare nelle rotazioni radiofoniche. La base è minimal, deep ed è prevalentemente pop, con un richiamo alla musica da club, grazie alla presenza della cassa dritta. Dopo questo successo Blanco ha rilasciato un altro singolo intitolato Paraocchi, prodotto sempre dal fedelissimo Michelangelo che, anche stavolta, ci ha regalato un beat pop punk. Blanco registra la sua ultima apparizione nell’album di Madame, uscito poco più di una settimana fa, nella traccia Tutti Muoiono, prodotta dall’immancabile Michelangelo e Mr. Monkey.

Stile

Billboard lo ha definito come: “Sfacciato, ruvido, irriverente. Ma anche vitalistico…”. Pensiamo che mai parole più giuste potessero essere usate per descrivere l’artista bresciano, dotato di un’energia travolgente, vista in passato in collettivi rock come i Blink-182 o i Green Day, a cui Blanco sembra rivolgersi. Come dichiarato in un’intervista poi, Blanco ha dichiarato di non voler essere etichettato come rapper, date le innumerevoli sfaccettature della sua musica. Il ragazzo ha dichiarato di avere un’attitudine punk, cruda, provocatoria; tutto ciò si contrappone al romanticismo espresso nei brani, romanticismo di un giovane ragazzo, vissuto e raccontato senza sovrastrutture e con grande istintività. Si può tranquillamente dire che è un prodotto totalmente nuovo per il mercato musicale italiano. Inoltre, in futuro, toccherà nuovi generi, come riferito da lui stesso, andando a sperimentare sempre di più, sintomo che questo artista sarà sempre pronto a sorprenderci.

Blanco tramite il suo profilo IG

Pensieri finali

Sicuramente è un artista da ascoltare. Blanco scrive molto bene e interpreta i suoi brani in maniera incredibile, come se fosse il frontman di una band rock degli anni ’80. Il suo stile, completamente diverso da altri presenti nella scena, l’ha catapultato nell’Olimpo della musica contemporanea, rendendolo già un esempio per molti altri autori in erba. Rinnovarsi senza distogliere gli occhi dal passato: questa è la chiave di lettura della musica di Blanco. Il suo modo di fare musica, unito ad una ricerca sonora che affonda le proprie radici decenni addietro, lo porta ad essere diverso da tutti e a potersi già definire tra i big della scena. Sorge quindi una domanda: Blanco continuerà ad essere sé stesso o alla fine cederà alle leggi del mercato? Noi incrociamo le dita affinché si avveri la prima ipotesi, però riserviamo ai posteri l’ardua sentenza.

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