Seven Nation Army: un inno nazionale

Trionfo azzurro agli europei di calcio 2020/21, l’intera nazione è in visibilio. La prima canzone che si sente intonare per le strade dello stivale non è l’inno di Mameli, bensì Seven Nation Army… Perché?

Quest’anno il popolo italiano è davvero carico! Prima la vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest, poi il lungometraggio diseny-pixar Luca, diretto da un italiano e ambientato in Liguria; infine, la vittoria azzurra agli europei. In questo articolo parleremo di calcio, con particolare attenzione ad un brano, Seven Nation Army, che nell’ambiente calcistico è un vero e proprio inno!

Un passaggio tra Italia e Belgio

La storia di questo inno da stadio nasce nel 2003, quando un gruppo di tifosi belgi, seduti tranquillamente in un bar milanese, sentono per la prima volta il brano del duo americano White Stripes e rimangono affascinati dal riff principale. I tifosi si trovano in Italia in occasione di un match tra Milan e Club Brugge, il quale vince la partita: i tifosi belgi iniziano a canticchiare il classico “po po po” corredato da sfottó verso noi italiani. Tre anni più tardi, in occasione della vittoria della Roma a Bruges, gli italiani si impossessano del coro e ribaltano la situazione. Il coro-loop ha rapida fortuna nell’ambiente giallorosso, sconfinando presto dalla Curva Sud per divenire patrimonio comune del romanismo. Se pensiamo alla Magica, quale figura è la prima a saltarci in mente? Naturalmente Francesco Totti. È lui a rendere famoso il coro in tutto il mondo, approfittandosi del Festival della canzone italiana e successivamente della trasmissione radio di Fiorello, nel 2006.

I mondiali 2006

32 sono i paesi partecipanti alla diciottesima edizione dei mondiali di calcio FIFA. I gironi sono otto, una sola squadra sarà incoronata vincitrice, dopo aver sconfitto sette nazioni. Perché ci soffermiamo così tanto sui numeri? Sempre per tornare alla nostra canzone, Seven Nation Army che recita: “A seven nation army couldn’t hold me back“. Un verso profetico, che calza a pennello: l’Italia non si è fatta trattenere né sconfiggere da nessuna delle sette squadre sfidanti. Da qui nasce ufficialmente il mito di questo coro, “Siamo campioni del mondo“!

The White Stripes

Jack e Meg White (ondarock.it)

Torniamo, finalmente, a concentrarci sulla musica. La band autrice del brano di cui abbiamo tanto parlato si chiama The White Stripes, ed è formata da solo due persone: Meg White alla batteria e Jack White, voce e chitarra (nelle registrazioni anche basso e tastiere). Il duo nacque a Detroit, sul finire degli anni ’90 e durò solamente poco più di dieci anni. Nonostante la brevità, la carriera del duo fu molto prolifera: i White Stripes pubblicarono ben 7 album; il più redditizio dei quali fu Elephant (2003), contenente proprio Seven Nation Army.

Il brano

Dietro la hit Seven Nation Army si nasconde una storia molto interessante: è stata composta dai fratelli White durante un tour in Australia ed è stata registrata in origine nel 2002; tuttavia, il brano non fu pubblicato prima del 2003, quando fu incluso nel quarto album del duo, intitolato Elephant. Il testo della canzone non è di facile comprensione, ma, per fortuna, Jack White in alcune interviste ha deciso di spiegare meglio come interpretarlo. In un’intervista per The Indipendent spiega che l’intento della canzone era quello di raccontare uno stralcio di vita privata dei due ragazzi, parlando della paura di essere giudicati e abbandonati dagli amici, delle bugie e dei colpi alle spalle che giravano nella sua cerchia di amici. “Ha iniziato a diventare una metafora di alcune cose che stavo vivendo. Ma non ho mai pensato di scrivere un brano che mi mettesse a nudo“, così Jack si esprime davanti ai microfoni di Rolling Stone.

The White Stripes – Seven Nation Army

Autore

No Comments

Leave a Reply

Categorie