Riot Grrrl: quando il punk si fa donna

Sex Pistols, The Clash, Dead Kennedys e Ramones sono stati i punkettoni più acclamati, ma ciò che molti ignorano è che il punk ha portato sul palco anche tantissime donne, con la loro energia e con le loro voci rauche di protesta contro il sessismo.

In un precedente articolo abbiamo parlato della nascita del movimento punk, citando i due gruppi capostipite del movimento, ma abbiamo tralasciato un aspetto molto importante. Negli anni ’90, ben 20 anni dopo la nascita del punk, le donne si inserirono in questa controcultura musicale con grande prepotenza. Trovandoci ancora nel mese di marzo – in cui si festeggia la donna – andremo a scoprire l’enorme contributo che le ragazze hanno portato nel movimento punk, ma anche come, attraverso la loro voce, hanno denunciato abusi, sottomissione, sessismo e maschilismo.

Il movimento delle Riot Grrrl

Nato all’inizio degli anni ’90, questo nuovo genere musicale e movimento culturale era sostanzialmente il successore del punk, nato dall’unione di quest’ultimo e del grunge. Ciò che rese questo genre così famoso fu, oltre alla formazione rosa delle band, la forte posizione femminista e l’attivismo delle componenti – che si rifletteva anche nelle canzoni. Politicamente, Riot Grrrl ha lanciato il femminismo nel futuro, rispecchiando la voglia di emancipazione e indipendenza delle donne, attraverso l’azione diretta delle manifestazioni, supportate da slogan come “girl power” e “support girl love“. A metà degli anni ’90, le Girrrls saranno rimpiazzate dalle nascenti Spice Girls, ormai proiettate in una dimensione prettamente commerciale, perdendo completamente la componente di lotta e protesta. Joan Jett e il suo gruppo rock, The Runaways, può essere considerata a tutti gli effetti la capostipite dell’intero fenomeno Riot Grrrl, in quanto, a soli 14 anni, formò la prima all female band, le Runaways, appunto – uno dei primissimi gruppi di donne che cercarono e in qualche modo riuscirono ad imporsi in un ambiente, quello rock, capeggiato dal sesso maschile. Insieme al suo gruppo, Joan Jett, era molto apprezzata per il suo rifiuto del business musicale e per il suo stile tra il punk e l’hard rock, che ispirò il futuro movimento delle Riot Grrrl.

Joan Jett (lavocedellelotte.it)

Predecessori italiani – Clito e Joe Squillo

Il punk è stato importante per dare coraggio alle donne.

Luisa “Elettra” Sax – Clito

Correva l’anno 1977, pieno sviluppo del punk inglese e americano; in Italia nascono le Clito, il primo gruppo punk femminile italiano. La loro carriera fu molto breve e pubblicarono solo pochi brani, ma a Milano divennero un forte simbolo di lotta femminista. Sempre nella scena milanese, a distanza di pochi anni emerse la Kandeggina Gang, un gruppo punk rock nato e cresciuto tra i centri sociali durante soli tre anni – dal 1979 al 1981 circa, anno nel quale Jo Squillo (Giovanna Colletti, leader e cantante del gruppo) decise di intraprendere una carriera solista. Cronologicamente anticiparano il movimento delle Riot Grrrl, ma la loro unica pubblicazione Sono cattiva/Orrore aveva già gettato le basi per la lotta femminista accompagnata dalla musica.

Kandeggina Gang – Sono cattiva/Orrore

Entrambi i gruppi ispirarono poi la formazione di altre band Riot Grrrl in Italia, soprattutto grazie a collettivi e centri sociali che resero il femminismo italiano molto forte e conosciuto a livello europeo. Tra i gruppi che potremmo considerare appartenenti a questo movimento troviamo le liguri Juicy Shoes e Le Bambine Cattive a Roma, le quali purtroppo non riscossero gran successo.

Bikini Kill – icona del movimento Riot Grrrl

Bikini Kill (rollingstone.it)

1991, Olympia College (stato di Washington). Kathleen e Tobi si incontrano ed, insieme ad altre due amiche, Kathie e Billie, fondando la band Bikini Kill, uno dei gruppi più influenti nel campo delle Riot Grrrl e uno delle più famose all female punk band. Mosse dalla comune filosofia della lotta al patriarcato e del reciproco aiuto tra donne, scrissero testi crudi, che spesso raccontano di violenze, stupri, abuso di potere da parte degli uomini nei confronti delle donne, promuovendo l’emancipazione femminile.

White boy: I don’t think it’s a problem cuz

Most of the girls ask for it

Kathleen: Uh huh, how did they ask for it?

White boy: The way they act, the way they…

[…]

Those slut rocker bitches walking down the street,

They’re asking for it, they may deny it but it’s true.

White Boy, Bikini Kill

Nel brano White Boy troviamo, ad esempio, la nauseante classica scusa che certi uomini usano per giustificare uno stupro: “se l’è cercata“. Un brano forte e, purtroppo, ancora tristemente attuale, così come Liar, un’altra tremenda storia di stupro, in cui l’uomo nega di aver commesso tale atto animalesco. La loro carriera fu breve, ma il segno lasciato è indelebile, tanto che i loro testi e la loro lotta si è perpetrata fino ad oggi, rimanendo un simbolo di lotta femminista.

Betty’s got the back of her dress all ripped out

[…]

Your a liar

Liar liar you got your pants on fire

You profit from the lie

You prophet from the lie

You profit from the rape lie baby

[…]

Deny, you live your life in denial

Liar, Bikini Kill
Bikini Kill – Rebel Girl

L7

L’unico gruppo che ancora oggi è in attività è continua a regalarci canzoni sono le L7. Nato a Los Angeles a metà degli anni ’80, sono tra le più famose esponenti del movimento Riot Grrrl e uno dei gruppi grunge femminili ad aver riscosso maggiore successo. Nel 1991 creano Rock for Choice, un’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti umani che organizza concerti benefici con Nirvana, Hole, Pearl Jam e Neil Young, tra i tanti. Si dice che fu proprio durante uno di questi concerti che Courtney Love (Hole) e Kurt Cobain (Nirvana) si incontrarono la prima volta…e il resto è storia.

L7 – Pretend We’re Dead

Pussy Riot

Pussy Riot (artslife.com)

Dalla Russia con furore, ecco un gruppo totalmente al femminile nato nel 2011, fortemente impegnato nelle lotte per la democrazia (in Russia e non solo) e per la parità dei sessi – tutto ciò rigorosamente mantenendo l’assoluto anonimato. Lì è quasi inesistente un vero e proprio movimento femminista determinato e seguito, ma il collettivo Pussy Riot è l’eccezione, grazie all’immenso seguito mediatico che hanno riscosso negli anni, grazie alle loro azioni di protesta e testi assolutamente non politically correct – in aperta contrapposizione con le politiche conservatrici e sessiste di Putin. Le ragazze sono passate alla storia soprattutto per la “preghiera punk” che hanno intonato nel 2012 nella Cattedrale del Cristo a Mosca, come protesta contro il coinvolgimento della chiesa nella campagna elettorale di Putin; ma anche per brani scandalosi e irriverenti come Putin zassal (“Putin se la fa addosso”).

Madre di Dio, Vergine, diventa femminista. Diventa femminista, diventa femminista.

“Preghiera punk” delle Pussy Riot

Hole

Per terminare questa lista di grandi donne rockers non potevamo non citare le Hole – storica band grunge di Courtney Love, moglie di Kurt Cobain. Tra i brani degni di menzione e inerenti al tema femminista troviamo Asking for It, che, come i brani delle Bikini Kill che abbiamo precedentemente visto, tratta di consenso e violenze; oppure Doll Parts o, ancora, Celebrity Skin, che, invece tratta della dura vita di una donna all’interno del mondo dello spettacolo.

Was she asking for it?

Was she asking nice?

If she was asking for it

Did she ask you twice?

Asking for It – Hole
Hole – Doll Parts

Per saperne di più…

Se siete stati incuriositi dal movimento delle Riot Grrrl, e, più in generale, se volete tuffarvi nel vasto mondo delle donne rockers, vi consigliamo il libro di Jessica Dainese, Le ragazze del rock. 40 anni di rock femminile in Italia (Sonic Press, 2011), ma anche il documentario The Punk Singer dedicato alla cantante delle Bikini Kill, e il film Not Bad for a Girl (1995 – co-prodotto da Courtney Love e Kurt Cobain) , perfetto per una visione d’insieme sul movimento Riot Grrrl.

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