Red Bull 64 Bars the Album: il rap ti mette le ali!

I rappers e i produttori più forti della scena rap italiana hanno accettato la sfida di RedBull, creando un concentrato allo stato puro di rap per riportarlo alla sua essenza. Red Bull 64 Bars, the Album é fuori ora!

Copertina Red Bull 64 bars the Album

Venerdì 28 maggio è uscito il primo disco di Red Bull, contenente 10 inediti e 4 tracce scelte tra i Best of 64 bars già usciti. Gli artisti più forti del momento sono qui riuniti per sfidare se stessi e dare il meglio di loro. Non ci resta che scoprire chi ha scritto le 64 barre più forti.

Che cosa è il 64 bars? 

64 bars è un format americano creato da David Dallas, in collaborazione con lo studio di Red Bull ad Auckland, portato in Italia grazie ad Esse Magazine insieme al RedBull Studio Mobile di Milano. L’obiettivo è quello di formare una collaborazione inedita tra un rapper ed un produttore per riportare il rap alla sua essenza. Sul lato metrico, il testo deve essere composto appunto da 64 barre, senza un ritornello. Per intenderci, una barra è un’unità di misura musicale che ci dice quanto dura una strofa e corrisponde ad una battuta di 4 quarti, cioè 4 movimenti (un verso, per farla in breve). In una canzone rap di solito una strofa è composta da 16 barre. Una vera e propria sfida tecnica che mette a prova lo stile, l’originalità e l’adattamento degli artisti. 

Rappers e producers a raccolta per questa nuova sfida (fonte: Redbull.com)

Per il primo appuntamento del 64 bars italiano come protagonisti ci furono Ghemon insieme ad Andry the Hitmaker, due artisti che non avevano mai collaborato e appartenenti a due generi diversi. Il livello degli artisti, con il tempo, andava sempre sul crescere, alzando anche la qualità del prodotto finale, creando come una sorta di competizione, portando gli artisti a dare il meglio di sé. Tutti i 64 bars hanno annesso un videoclip, presenti sul sito di Red Bull, nel quale vediamo come i due artisti hanno lavorato insieme per la realizzazione della traccia. 

Lo scheletro del disco 

Red Bull questa volta però ha deciso di cambiare il format realizzando il primo disco ufficiale. 10 artisti e 10 produttori, nuovi al format, hanno accettato la sfida insieme ai 4 Best of 64 bars già presenti sul sito Redbull.com. Tra i tanti artisti passati dal RedBull Studio di Milano, i 4 posti nell’ album sono stati assegnati a Lazza e Drillionare con Mezzo Sport, a Guè Pequeno e Shablo con Venezuela ed una doppia premiazione per Marracash. La prima, insieme a Marz, con 64 barre di Paura, uscita in collaborazione con Netflix per la serie TV Zero. La seconda insieme a Crookers e Nic Sarno in  64 barre di Vittoria. Una gara facile considerando il calibro di questi rapper e produttori. 

Marracash e l’attore protagonista della serie Zero (fonte: la casadelrap.com)

Ci sono anche due tracce uscite in anteprima per annunciare il disco realizzate da Gemitaiz insieme a Carl Brave con La prossima volta e Geolier, con Rap Tutorial. Il capostipite della scena rap napoletana che produce una base per il rapper più forte della nuova scuola napoletana, una sorta di passaggio del testimone, non capita tutti i giorni. Interessante inoltre come i due artisti romani si siano scambiati i ruoli collaborando anche in L€BRON, nella quale Carl Brave mette da parte la corona da “king dell’indie” per fare “la drill all’autogrill”.

Chi ha brillato di più in questo cielo di stelle? 

 Parlando dei nuovi 64 Bars c’è sicuramente qualcuno che si è distinto, sia tra i rappers che tra i produttori. Troviamo Ernia ed Rkomi che, cavalcando la cresta dell’onda data dai loro dischi freschi d’uscita, hanno risposto forte e chiaro alla chiamata di Red Bull, regalandoci due tracce da urlo. Ernia, insieme a Greg Willen, produttore legato al gruppo FSK, sforna un nuovo Lewandowski, il numero 8 della saga più famosa del rapper milanese, contraddistinta dal suo non avere peli sulla lingua; questa volta aveva qualcosa da dire alle nuove leve che vogliono fare i gangsters e poi vanno a piangere dalla mamma. 

Ernia e Greg Willen (fonte foto: RedBull.com)

Rkomi, con Cuore e Dollari, è tornato a rappare alla Dasein Sollen, una vera e propria bomba a mano. Mentre tutti hanno cercato di trovare le rime ad incastro più originali possibili, Rkomi ha fatto uno dei 64 bars più forti senza chiuderne una. La produzione è curata Junior K, beatmaker legato a BHMG, etichetta di Sfera Ebbasta, il quale sta dimostrando di meritarsi sempre di più un posto tra i migliori produttori in Italia grazie al suo duro lavoro. 

Rkomi: (@rkomi su Instagram)

Ormai, ogni volta che esce una traccia di questo ragazzo continuiamo a stupirci: stiamo parlando di Blanco, che in Dio Perdonami scrive 64 barre di fuoco. La voce, lo stile e le melodie che ha sono uniche, un talento puro, allo stesso grezzo, ma con un qualcosa di speciale. La traccia è in collaborazione con Drast, in veste da produttore, siccome è anche il contante degli Psicologi insieme a Lil Kvneki: va a toccare certe sonorità che ci fanno fare un tuffo nel passato di 15 anni, bellissimo. 

Videoclip Dio Perdonami (Redbull.com)

Perché è un format vincente? 

Questo format è geniale perché permette agli artisti di sperimentare dai flow, alle melodie fino ai generi. In più, dà la possibilità di dimostrare le proprie capacità davanti ad un pubblico d’ampia portata. Questo ha anche portato ad avere una maggior cura nei dettagli: tutti gli artisti in un modo o nell’altro sono riusciti comunque a distinguersi. Per esempio Santa Bandana di Izi, prodotta da Low kidd, ha tre cambi di beat e di lingua: italiano inglese e spagnolo. 

Logo del 64 Bars di Red Bull

È bello vedere come molti rapper ultimamente non si stiano limitando solamente alla scrittura ma anche al comporre musica vera e propria. Il 64 bars permette anche questo: pensate che la metà delle tracce inedite sono state prodotte da rapper, dimostrando come la musica sia davvero una passione per i veri artisti. Un disco di questo genere  offre al pubblico un prodotto variabile, in cui ogni traccia ha un cantante ed un produttore diverso, così da non stancare mai l’ascoltatore.

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