Performance sanremesi: i duetti e le cover

La terza serata del Festival è quella dedicata alle cover. I concorrenti hanno interpretato brani storici della musica italiana e, in alcuni casi, hanno condiviso la scena con importanti ospiti.

Il 4 marzo, sul palco di Sanremo, si è tenuta la tanto attesa gara delle cover. Durante la serata si sono esibiti tutti i 26 BIG e, al fianco di alcuni di loro, hanno calcato il palco anche diversi nomi noti della canzone italiana (ma non solo). La classifica di questa terza serata -e nottata- sanremese è stata stilata sulla base dei voti assegnati dall’orchestra durante le prove generali; i punteggi si sono poi andati a sommare alla classifica generale provvisoria. Nonostante alcuni siparietti discutibili e svariati imprevisti con l’impianto fonico, la serata si è svolta abbastanza bene e nemmeno la cover di Io vagabondo cantata da Ibrahimović & Co. è riuscita a frenare un generale senso di euforia.

Lucio Dalla e il cantautorato italiano

Il giorno della terza serata del Festival, il maestro Lucio Dalla avrebbe compiuto settantotto anni; per onorarlo, la gara delle cover si è aperta con una performance dei Negramaro che hanno interpretato, prima, il brano 4 marzo 1943 dell’artista bolognese e, poi, Meraviglioso di Domenico Modugno. Un omaggio toccante, in cui è stato coinvolto anche il concorrente Ermal Meta con la sua versione di Caruso. I suoni di Bologna non sono stati presentati, però, solo dall’ex vincitore dal Festival: purtroppo, il Cyrano di Guccini, proposto da Irama, è risultato monocorde e privo d’emozioni; gli Stadio, invece, sono stati citati all’interno del medley (orecchiabile) in onore della femminilità proposto da Ghemon e gli ospiti Neri Per Caso. Un altro immenso artista, a cui, purtroppo, non è stata resa giustizia, è Franco Battiato con la sua Povera Patria: un brano sempre attuale a cui il duo Colapesce-Dimartino, dalle esibizioni live non troppo brillanti, non ha saputo dare la giusta carica emotiva. Quando si parla di cantautorato e di Sanremo, naturalmente, non si può evitare l’argomento Luigi Tenco; Gaia, con Lous and the Yakuza, ha eseguito un’interessante cover di Mi sono innamorato di te.

Giuliano Sangiorgi dei Negramaro sul palco dell’Ariston (www.optimagazine.com)

Questo Ferretti va un casino quest’anno!

Nonostante il successo del brano in gara Mai Dire Mai (La Locura) di Willie Peyote, questa esclamazione non si riferisce a René Ferretti, personaggio della serie tv Boris citata nel brano; richiama, in realtà, Giovanni Lindo Ferretti, musicista parte della scena punk e alternativa italiana. Nel 1982, fonda a Berlino (con Massimo Zamboni) il gruppo CCCP; dal loro repertorio, a metà fra il punk filosovietico e la musica melodica emiliana, i Måneskin hanno estratto la canzone Amandoti. Una cover energetica, eseguita in compagnia del leader degli Afterhours Manuel Agnelli, in cui è stata comunque rispettata l’essenza del malinconica del brano. Dopo lo scioglimento dei CCCP, nel 1992, Ferretti e alcuni ex compagni fondano il Consorzio Suonatori Indipendenti (o C.S.I.); a questo gruppo (più elettronico e sperimentale) appartiene il brano Del Mondo, interpretato magistralmente da Max Gazzè e gli amici della Magical Mistery Band. Ascoltare due brani di Ferretti sul palco dell’Ariston, questa è la vera sorpresa del Festival!

Max Gazzè e Daniele Silvestri cantano Del Mondo dei C.S.I. (www.tpi.it)

Quando l’Ariston si trasforma in balera

La serata delle cover non ha rivelato solo l’animo punk rock di Sanremo; grazie ad alcuni artisti il palco si è trasformato in una vera pista da ballo. Fulminacci si è esibito con il trombettista Roy Paci e il comico Valerio Lundini; questo improbabile trio ha eseguito una cover di Penso Positivo (Jovanotti) irriverente e carica d’energia. Al Festival di Sanremo è poi tornata Donatella Rettore, ospite de La Rappresentante di Lista; insieme, hanno interpretato Splendido Splendente, brano reso ancora più potente dalla magnifica voce di Veronica Lucchesi. A questo clima festoso hanno naturalmente contribuito gli Extraliscio ft. Davide Toffolo, che con il loro medley Rosamunda (e accenni a Romagna Mia e Fischia il vento) hanno dato una svolta romagnola al palinsesto sanremese.

Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista canta Splendido Splendente con Donatella Rettore (www.spetteguless.it)

“Tu chiamale se vuoi emozioni”

Tra gli artisti più citati durante la serata delle cover, c’è anche il grande Lucio Battisti; le due canzoni portate giovedì sera sul palco dell’Ariston sono state scritte entrambe da Mogol. Nonostante l’amore e il romanticismo che, palesemente, uniscono i Coma_Cose, la loro esecuzione de Il mio canto libero non va oltre il mero esercizio canoro. Più entusiasmante l’interpretazione di Un’avventura da parte di Bugo; le stonature iniziali vengono dimenticate quando entrano in scena i Pinguini Tattici Nucleari e la voce di Riccardo Zanotti (che fra costumi e percussioni, restituiscono l’immagine dei Coldplay nel videoclip di Viva la Vida). L’emotività non è caratteristica solo di Battisti; è il caso di Willie Peyote, che con Samuele Bersani esegue una commovente Giudizi Universali. Per quanto riguarda Lo Stato Sociale, sebbene la cover del brano Non è per sempre (Afterhours) non risulti nulla di sorprendente, il bello dell’interpretazione sta nell’aver coinvolto i lavoratori dello spettacolo per riportare l’attenzione sul problema della chiusura di locali e cinema dovuta al Covid.

Lo Stato Sociale con Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino (www.zimbio.com)

Mai dire Flop!

La terza serata del Festival, quella del 4 marzo, è risultata piuttosto propizia; non solo per la presenza di alcune esibizioni molto buone, ma perché le performance peggiori non possono comunque essere considerate musicalmente aberranti. Ad esempio, Annalisa ha eseguito una buona performance canora de La musica è finita, senza però proporre qualcosa di interessante o emozionante; lo stesso vale per Malika Ayane (Insieme a te non ci sto più), Madame (Prisencolinensinainciusol) e Orietta Berti (Io che amo solo te). Altre performance, invece, sono state penalizzate da una parte dei duettanti: Arisa con Quando, penalizzata dalla voce di Michele Bravi; Noemi, con Prima di andare via, ha subito le imperfezioni di Neffa; la voce di Casadilego, presente come ospite, danneggiata dall’esibizione del concorrente Francesco Renga (Una ragione di più).

Una critica più forte andrebbe mossa a cantanti come Gio Evan, al quale, seduto sul palco mentre cantava Gli anni degli 883, mancava solo la chitarra per ricreare il tipico clima da campeggio. Naturalmente, come ogni anno, c’è tanta rabbia per l’assenza dei Jalisse sul palco dell’Ariston; Francesca Michelin e Fedez si sono fatti simbolo di un movimento di protesta includendo Fiumi di parole nel loro medley felice (e imbarazzante). Comunque, sono solo due le esibizioni per cui i concorrenti dovrebbero scusarsi con gli autori dei brani: Aiello con Vegas Jones (Gianna di Rino Gaetano) e Random con i The Kolors (Ragazzo Fortunato di Jovanotti). Chiudendo in positivo, bisogna citare Fasma e premiarlo per come ha risposto ai problemi tecnici durante la performance con Nesli (La fine).

La classifica delle cover decisa dall’orchestra (www.instagram.com/sanremorai)

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