“It’s better to burn out than to fade away”: il 5 aprile nella scena alternativa

Per la musica grunge, il 5 aprile non è un giorno come gli altri. Oggi si ricordano Kurt Cobain, frontman dei Nirvana, e Layne Staley, voce di Alice in Chains e Mad Season.

Spiegare cosa si prova quando il proprio artista preferito viene a mancare è qualcosa di molto complesso. Anche se, nella maggior parte dei casi non si conosce personalmente il musicista, il legame che si è creato con il suo lavoro è tale che porta inevitabilmente a vivere un lutto. A volte rimaniamo così colpiti, ci sentiamo così compresi dalla musica di certi artisti, che questa sensazione di assenza si ripropone nell’anniversario della morte. Su Knowledge Squad abbiamo ricordato artisti dagli stili molto diversi, dall’inglese David Bowie (leggi l’articolo qui) all’italiano Luigi Tenco (leggi l’articolo qui). Oggi cambiamo ancora genere, ci spostiamo negli Stati Uniti e raccontiamo la vita di due capisaldi del grunge: un sottogenere di alternative rock, con influenze hardcore punk, nato a Seattle a metà anni Ottanta.

Kurt Cobain (20 febbraio 1967 – 5 aprile 1994)

Il musicista originario di Aberdeen (Washington), viene ricordato principalmente per il suo ruolo di co-fondatore e frontman della band grunge Nirvana. Cobain rivelò un talento per la musica (e l’arte più in generale) già in età infantile; dopo l’avvicinamento ai generi hard rock e punk, durante l’adolescenza, fondò con il musicista Dale Crover il gruppo Fecal Matter e registrò il demo Illiteracy Will Prevail. La nascita del gruppo Nirvana risale, invece, al 1987; in un’intervista con il giornalista Michael Azerrad, Cobain rivelò che il nome della band nasceva dal concetto buddista di liberazione dal dolore applicato all’ideologia punk dell’epoca. Il primo album, Bleach, risale al 1989 e vede Cobain alla chitarra, Krist Novoselic al basso e Chad Channing alla batteria; l’album che consacra i Nirvana come una delle band più significative e note del panorama rock anni Novanta è Nevermind (1991), il quale introduce Dave Grohl come batterista definitivo della band. L’anno seguente, il musicista si sposò con Courtney Love, frontwoman della band Hole, e ad agosto nacque la sua unica figlia, Frances Bean Cobain. Sulla scia del successo di Nevermind, nel 1993 venne pubblicato l’ultimo album dei Nirvana, In Utero. Lo scioglimento del gruppo fu un’inevitabile conseguenza della morte del cantautore, che nel periodo di massima fama del gruppo conviveva con una dipendenza da eroina; il corpo di Cobain fu ritrovato nella sua casa sul lago Washington e la morte fu attribuita ad un colpo d’arma da fuoco autoinflitto. Il suicidio dell’artista si rivelò un vero caso mediatico, attirando ancora più attenzione sul lavoro del gruppo; Cobain, inoltre, morendo nel 1994, divenne parte del così detto Club 27 (musicisti deceduti a 27 anni). Sono tantissimi gli artisti che hanno celebrato Cobain con cover dei suoi brani, dall’irlandese Sinéad O’Connor (All Apologies) alla sacerdotessa del rock Patti Smith (Smells Like Teen Spirit); svariati anche i musicisti che hanno scritto brani ispirandosi alla sua figura, tra cui l’italiano Brunori Sas (Kurt Cobain). Naturalmente sono stati girati diversi lungometraggi sulla sua vicenda, come Last Days del regista Gus Van Sant e Kurt Cobain: Montage of Heck di Brett Morgen. Oltre che per il significativo contributo musicale, Cobain viene ricordato anche per l’importante attivismo nel campo dei diritti gay e opposizione al sessimo; lo scrittore David Foster Wallace, analizzando i testi dei Nirvana e le cause portate avanti da Cobain, ha descritto il frontman della band di Seattle come uno dei più potenti portavoce della generazione X.

Kurt Cobain: voce, testi e chitarra per i Nirvana (salteditions.it)

Layne Staley (22 agosto 1967 – 5 aprile 2002)

Come nel caso di Kurt Cobain, anche il musicista originario di Kirkland (Washington) rivelò una profonda passione per la musica fin da bambino. Durante l’adolescenza si avvicinò alla scena metal e entrò a far parte della band glam metal Sleze, il cui nome fu poi cambiato in Alice N’ Chainz. Nel 1987 incontrò Jerry Cantrell, chitarrista dei Diamond Lie, e dopo una breve collaborazione con un gruppo funk, si unì definitivamente alla formazione di Cantrell che riprese il nome del ex-gruppo di Staley, appellandosi definitivamente Alice in Chains. Con questa formazione Staley pubblicò tre album e due EP; la band ottenne un accoglienza molto positiva e, sia con l’EP Jar of Flies (1994) che con l’LP omonimo Alice in Chains (1995), esordì al primo posto di diverse classifiche. Nel 1995, Staley si vide coinvolto anche nella realizzazione di Above, unico album prodotto dal supergruppo grunge Mad Season; erano parte della band anche Mike McCready (Pearl Jam), John Baker Saunders (The Walkabouts) e Barrett Martin (Screaming Trees). L’ultima collaborazione discografica di Staley risale al 1998, quando prese parte al progetto Class of ’99 con Tom Morello (Race Against The Machine), Stephen Perkins (Jane’s Addiction) e Martyn LeNoble (Porno for Pyros). La vita del musicista venne stroncata, nel 2002, da un’overdose di speedball. L’artista aveva convissuto con la dipendenza da alcool e droghe per buona parte della sua vita e l’abuso di eroina stava avendo il sopravvento sulla carriera musicale. All’uscita di Jar of Flies e Alice in Chains non fu affiancata nessuna tournée promozionale, mentre i Mad Season apparvero sul palco solo quattro volte; per il videoclip di Another Brick in the Wall Part 2, cover registrata dai Class of ’99, furono riciclati i filmati dei concerti dei Mad Season. L’ultima apparizione musicale fu l’Unplugged degli Alice in Chains, realizzato per MTV nel 1996; la morte della fidanzata Demri Parrott, nello stesso anno, lo segnò profondamente e lo portò ad un isolamento quasi totale (rotto da un’unica intervista pochi mesi prima della sua morte). Dopo il ritrovamento del cadavere, la madre fondò in suo nome un’associazione no-profit per il recupero dei tossicodipendenti. La musica di Staley appare nei film Singles – L’amore è un gioco di Cameron Crowe e The Faculty di Robert Rodriguez; la sua arte è stata citata come influenza fondamentale da gruppi come Deftones e anche Metallica.

Layne Staley: voce e chitarra per Alice in Chains e Mad Season (infinite-jest.it)

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