Indie e Sanremo, come in una storia d’amore

Come in una nuova storia d’amore, le due parti si conoscono nel susseguirsi deglli appuntamenti per poi scoprire se l’alchimia creatasi può essere l’inizio per un rapporto più intimo.

Il 17 dicembre, in prima serata su Rai 1, sono stati annunciati i nomi e i titoli dei brani dei 26 big in gara a Sanremo 2021. Il primo elemento che è saltato all’occhio è stato certamente la grande quantità di artisti giovani. E’ proprio tra questi nuovi partecipanti che troviamo un considerevole numero di cantanti appartenenti alla scena indie italiana.

Il primo appuntamento

La conoscenza tra l’indie e Sanremo non è così recente come si può pensare. È certamente un rapporto che si sta sviluppando negli ultimi anni, ma il tutto è nato poco più di un decennio fa. Il primo avvicinamento risale al 2000, anno in cui i Subsonica parteciparono con il brano Tutti i miei sbagli, classificandosi undicesimi. Il vero primo appuntamento però, avvenne nel 2009 quando gli Afterhours salirono sul palco dell’Ariston presentando il brano Il paese è reale. Tuttavia, in quell’occasione, l’indie non fece proprio una bella impressione: la band fu infatti eliminata la prima sera. Dopo tale delusione, Manuel Agnelli, frontman della band milanese, tornò sul palco dell’Ariston solo nel 2019 in gruppo con Daniele Silvestri e Rancore per la serata delle cover. Nel corso dei successivi anni, varie band indie hanno partecipato alla gara, senza però lasciare veramente il segno, come per esempio i Marlene Kuntz, i Bluevertigo o i Marta Sui Tubi.

Da sinistra: Fabio Rondanini (batterista degli Afterhours), Daniele Silvestri, Rancore e Manuel Agnelli
(Donne Magazine)

Il secondo appuntamento

Negli ultimi anni, il festival di Sanremo è stato soggetto a numerosi cambiamenti: a partire dal regolamento, fino ad arrivare alle scelte stilistiche delle canzoni in gara, passando per le giurie votanti. Durante questi cambiamenti, il concorso si è aperto a nuove sonorità e stili inediti, inserendo nella lista dei big anche i giovani artisti che rappresentano la più recente scena alternativa. È proprio tra questi che troviamo alcuni rappresentati della scena indie italiana. Il secondo appuntamento tra l’indie e Sanremo è avvenuto nel 2018 quando sul palco del teatro Ariston sono saliti i 5 componenti de Lo Stato Sociale, i quali hanno avuto la possibilità di presentare al grande pubblico il brano Una vita in vacanza. Quell’anno, la band bolognese si classificò seconda, lanciando un tormentone e stupendo tutti quando, durante la propria esibizione, salì sul palco insieme a loro una signora inglese (allora 83enne), la quale iniziò a ballare in modo estremamente acrobatico nonostante l’età.

Lo Stato Sociale durante l’esibizione del proprio brano Una vita in vacanza a Sanremo 2018 (ELLE)

Un continuo riavvicinamento

Nel 2019, la quota indie sanremese è aumentata: alla gara infatti, hanno partecipato gli Ex-Otago, Ghemon, Motta e i The Zen Circus, rispettivamente con i brani Solo una canzone, Rose Viola, Dov’è l’Italia e L’amore è una dittatura. L’anno però, non è stato dei migliori: tutti e 4 infatti, si sono posizionati oltre metà classifica (Motta vinse comunque il Premio alla miglior esibizione duetti). Una nuova scintilla in questa storia d’amore è nata a Sanremo 2020, anno in cui hanno partecipato un buon numero di esponenti del mondo indie, alcuni dei quali hanno anche lasciato il segno terminando la competizione nei primi posti della classifica. Nell’ultima edizione andata in onda, infatti, tra i partecipanti ricordiamo: Diodato, i Pinguini Tattici Nucleari, Rancore, Levante, Bugo (in gara con Morgan, ma squalificati per abbandono) e gli Eugenio In Via Di Gioia (in gara nella sezione Nuove Proposte). Quest’anno, la scintilla si è trasformata in una vera e propria fiamma, in quanto due dei nomi sopracitati si sono qualificati nelle prime tre posizioni: i Pinguini Tattici Nucleari si sono confermati terzi con il brano Ringo Starr e Diodato ha addirittura vinto il Festival con Fai rumore.

Diodato e Pinguini Tattici Nucleari alla serata finale di Sanremo, 8 Febbraio 2020 (Matteo Rasero/LaPresse)

La quota indipendente a Sanremo 2021

Posso affermarlo con fierezza: è il primo anno in cui conosco più concorrenti di quanti ne conosce mio padre. Il prossimo anno, la quota indipendente a Sanremo 2021 sarà la più alta di sempre: più della metà degli artisti in gara proporrà un brano non prodotto dalle major. Tra le tante etichette indipendenti con artisti in gara, troviamo le più conosciute Garrincha Dischi (Extraliscio e Lo Stato Sociale), Maciste Dischi (Fulminacci) e Carosello Records (Ghemon). Ci sarà anche qualche artista appartenente alla scena indie ma che si presenterà con una canzone prodotta da una major, come per esempio Willie Peyote con la sua Mai dire mai (La locura) distribuita da Virgin Records (appartenente alla Universal Music Publishing Group).

La fiamma diventerà un vero fuoco?

Se nel 2020 ci siamo lasciati con la nascita di una fiamma nella storia d’amore tra indie e Sanremo, è possibile che nel 2021 questa fiamma possa trasformarsi in un vero e proprio fuoco ardente. Numerosi infatti, saranno i cantanti indie in gara e molti sono ad oggi i favoriti per la vittoria secondo i pronostici. Tra questi troveremo il ritorno sul palco dell’Ariston della band Lo Stato Sociale e del rapper Ghemon; inoltre, esordienti come la coppia ColapesceDimartino, i Coma_Cose, Fulminacci e Willie Peyote. Da non dimenticare anche gli Extraliscio feat. Davide Toffolo (frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti) e La Rappresentante di Lista, due gruppi un po’ meno conosciuti ma da scoprire sicuramente. Dato il gran numero di rappresentanti del genere, non ci resta che scoprire se la fiamma diventerà un vero fuoco o se si spegnerà. L’appuntamento quindi è a marzo 2021, più precisamente dal 2 al 6, per scoprire le 26 nuove canzoni e scoprire come si evolverà questa storia d’amore.

I 26 big in gara a Sanremo 2021 (Sanremo Rai)

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