Il nuovo EP dei Ministri rivela il lato oscuro della musica leggera, anzi leggerissima

Dopo tre anni dall’ultimo album, la band milanese torna a far risuonare la potenza del rock italiano con un nuovo lavoro in studio dai tratti letterari.

Lo scorso 14 maggio è uscito Cronaca nera e musica leggera, il più recente EP del gruppo alternative rock costituito da Davide Autelitano (voce, basso), Federico Dragogna (testi, chitarra) e Michele Esposito (batteria), formatosi a Milano nel 2003. Nei tre anni trascorsi dall’uscita del loro sesto album, Fidatevi, la band non è certo rimasta in silenzio; nell’estate del 2018 e, poi, in quella del 2019, ha rilasciato due singoli (rispettivamente Fumare e Un viaggio), mentre nell’aprile di due anni fa ha partecipato al disco tributo a Fabrizio De André, Faber Nostrum, con la cover di Inverno. Una settimana fa, i Ministri sono tornati a raccontare – e urlare – la miseria di questi nuovi tempi bui attraverso quattro brani inediti; ecco la recensione di Cronaca nera e musica leggera.

Da sinistra: Federico Dragogna, Davide Autelitano e Michele Esposito (lascimmiapensa.com)

Il patrocinio di Einaudi

La copertina di Cronaca nera e musica leggera, così come quella dei quattro brani contenuti nell’EP, è ispirata alla grafica delle vecchie collane Einaudi Editore. Questo nuovo EP, dal punto di vista estetico, vuole omaggiare il designer Bruno Munari che curò per la casa editrice torinese, tra il 1962 e il 1972, la grafica di numerose collane: Piccola Biblioteca, Nuova Universale, Collezione di poesia, Nuovo Politecnico, Paperbacks, Letteratura, Centopagine e le opere in più volumi. Inoltre, Cronaca nera e musica leggera è uscito su supporto fisico in tiratura limitata; se il disco vi piace, affrettatevi, i Ministri hanno messo in vendita solamente 1000 copie in vinile!

Esempi del lavoro di Bruno Munari (verbapoesia.wordpress.com)

Come suona il disco?

Cronaca nera e musica leggera, come i precedenti lavori del gruppo, ha un’anima alternative rock d’ispirazione post-grunge. Questo nuovo EP dei Ministri raccoglie quattro brani, che per affinità di sound e testo si possono comodamente dividere in due coppie: le tracce esterne, Peggio di niente e la title track, e le tracce interne, Bagnini e Inferno. Il cuore del disco risente positivamente delle passate collaborazioni della band con gruppi come gli Afterhours (Sui giovani d’oggi ci scatarro su) e gli The Zen Circus (L’amorale); le sonorità di Bagnini, così come le liriche di critica alla superficialità dei dogmi sociali, richiamano evidentemente l’album Nati per subire della band folk-punk pisana, mentre Inferno evoca l’incapacità di reagire e la passività in attesa di un qualche “segno dall’alto”. Colapesce e Dimartino, con la loro proposta sanremese, indicano la musica leggera come qualcosa che distrae dal male; per i Ministri, invece, proprio la musica leggera è simbolo della crudeltà che fingiamo di non notare… un po’ come i Baustelle cantavano, in modo meno rabbioso, nel 2017 (Il vangelo di Giovanni). Mentre la title track evidenzia la nostra frivolezza e staticità, è il brano Peggio di niente quello che meglio racchiude la vera essenza di Cronaca nera e musica leggera: gettare luce sulla miseria umana contemporanea. I Ministri nascono come band di protesta e da un loro EP non ci si poteva aspettare nulla di meglio. Mentre Cronaca nera e musica leggera si incastra perfettamente nella discografia del gruppo milanese, nel panorama musicale nazionale c’è ancora posto per la rabbia? Protetti da un velo di superficialità, siamo pronti a fare i conti con la realtà marcia che i testi di Dragogna dipingono? L’urgenza espressiva di questo EP farebbe credere in un “sì”.

Il videoclip di Peggio di Niente da Cronaca nera e musica leggera

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