Fuori OBE, il viaggio extrasensoriale di Mace

Tanti artisti, tanta musica e tanta qualità: ecco in sintesi cosa troviamo in OBE, il nuovo album di Mace. Andiamo ad esaminarlo meglio in questo articolo.

OBE, acronimo di Out of Body Experience, è il nuovo progetto del noto producer Mace, pseudonimo di Simone Benussi. Il milanese, classe ’82, dopo svariate collaborazioni negli ultimi anni, è tornato al centro della scena, in una maniera del tutto inaspettata. L’album, rilasciato pochi giorni fa, ha subito conquistato un incredibile successo, grazie ad una versatilità musicale incredibile.

Da sinistra verso destra: Blanco, Mace e Salmo, protagonisti della traccia
La Canzone Nostra, singolo che ha anticipato OBE (Optimagazine)

Chi è Mace?

Mace è un dj, beatmaker e produttore discografico italiano. Fin da giovane, Simone ha sempre mostrato un grande interesse per l’hip-hop, avvicinandosi prima al writing e poi al beatmaking. Il suo primo album viene rilasciato nel 2003, insieme al rapper Jack the Smoker; il duo riscuote un gran successo, sia in Italia che all’estero, catapultando Mace tra i producer più richiesti. Dal 2007 al 2012 si avvicina al mondo della musica elettronica, prendendo parte al collettivo RESET!, con il quale ottiene un gran successo, a tal punto da esibirsi in Asia, Australia, Ibiza, UK e Giappone. Dal 2012 in poi, però, ritorna nel mondo rap e, in particolare, si avvicina al mondo della trap, riscuotendo un gran successo, grazie alle collaborazioni con Fabri Fibra, Izi, Salmo, Gemitaiz e tanti altri.

OBE, la nuova prospettiva

“Il viaggio è un atto liberatorio, attraverso cui uscire dal mio corpo”. Con queste parole Mace presenta OBE, un vero e proprio viaggio musicale. L’album è anticipato dai singoli Ragazzi della nebbia, in collaborazione con FSK Satellite e Irama, e La canzone nostra, in collaborazione con Salmo e Blanco. Le due tracce sono completamente differenti: infatti, se la prima si pone come la solita ‘trappata‘, la seconda è frutto di un mix musicale, fra pop, elettronico e rap. Queste due anime così differenti sono solo alcune di quelle presenti in tutto l’album. Tanti stili per altrettanti artisti: ogni produzione sembra cucita addosso al cantante rispettivo, non creando però disarmonia. La forza del lavoro di Mace, infatti, sta nel creare svariati sound e atmosfere differenti che nel complesso non stonino, ma sembrino quasi un’unica canzone.

Cover e tracklist di OBE, il nuovo album di Mace (Genius)

La tracklist e i featuring

Così come Dante, nella Divina Commedia, ha, come suo compagno di viaggio, Virgilio, così Mace ha la sua guida, ovvero Venerus. Il cantante milanese è presente in ben 4 tracce, lasciando una traccia indelebile nel disco, grazie alla sua voce e al suo stile inconfondibile. Un altro artista presente più volte è Gemitaiz, che già ha collaborato con Mace a più riprese. Il connubio Gemitaiz-Mace è letale e la traccia Candyman ne è una conferma, inserendosi tra le migliori dell’intero progetto. Una delle tracce più sorprendenti è Dio non è sordo, in collaborazione con Izi, Jake La Furia e Jack The Smoker; questa traccia è la più hip hop fra tutte, ricordando quasi il passato lavorativo di Jack The Smoker e Mace. Degne di nota sono anche le scelte fatte da Mace nel collaborare con alcuni artisti emergenti. Le tracce con DARRN, Joan Thiele e J Lord, infatti, hanno lasciato perplessi, in una fase iniziale, i molti ascoltatori. L’ascolto successivo delle tracce, invece, ha dato ragione a Mace, rendendo anche questi brani fra i più annoverabili dell’intero album. I featuring non si esauriscono affatto qui: troviamo infatti artisti di tutti i generi, da Ketama 126 a Noyz Narcos, passando per Rkomi, Gué Pequeno, Fritz Da Cat e Madame. Anche l’indie, uno dei generi più ascoltati in Italia, al momento, mette lo zampino in questa canzone; troviamo infatti collaborazioni con Franco 126, Colapesce, Psicologi, Carl Brave, oltre al già citato Venerus. L’apporto del mondo trap è fondamentale per la riuscita dell’album, grazie all’ottimo lavoro svolto da Rosa Chemical, Geolier e Samurai Jay.

Mace (ph. Roberto Graziano Moro)

Le sonorità

La grande varietà di artisti presenti, provenienti da tutti i generi, rende l’album variegato e mai ripetitivo. L’ascolto è fluido, ogni traccia è collegata perfettamente alla precedente e alla successiva, nonostante appartengano a stili differenti. Mace ha realizzato 17 tracce completamente diverse, rendendo l’album fruibile da qualsiasi amante della musica. Per il produttore, passare dall’indie all’hip hop, senza tralasciare rap, trap e pop, sembra un gioco, un qualcosa di elementare. Sorprendente è l’uso di sonorità e strumenti illimitati, lasciando intuire l’immensa capacità creativa del producer, ormai fra i migliori in Italia, se non il migliore. In un album così variegato, Mace trova spazio anche per un brano in solitaria, l’ultimo, ovvero Hallucination. In questa traccia vien fuori tutta l’abilità del produttore che, unendo sonorità di tutti i tipi, crea un’atmosfera quasi psichedelica. Dal punto di vista sonoro questo progetto è fra i migliori degli ultimi anni, collocando Mace nell’Olimpo musicale italiano.

Cosa ci lascia questo album?

Quasi senza dubbi potrebbe essere l’album dell’anno. Tanti suoni, tanti generi, tanti artisti e soprattutto tanta qualità. Mace ha creato un prodotto innovativo, fuori dai soliti schemi, fuori da ogni categorizzazione. Sicuramente, tutte le esperienze lavorative del producer milanese hanno portato alla creazione di questo album. Tutto ciò è ben ravvisabile dalla contaminazione musicale presente in ogni traccia, dove si vede una perfetta fusione tra sonorità italiane e arie del tutto straniere. Out of body experience, spiegazione dell’acronimo OBE, è la definizione più corretta per questo album, che si configura come un viaggio vero e proprio in un mondo onirico. Porgiamo sia i nostri complimenti a Mace per questo prodotto, sia i nostri auguri per un futuro radioso, in attesa di un nuovo capolavoro come questo.

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