Emanuele Aloia canta la Sindrome di Stendhal

Emanuele Aloia, torinese classe ’98, è un giovane artista che si sta facendo strada nel panorama cantautorale italiano. Scopriamo insieme la sua storia e il suo disco d’esordio Sindrome di Stendhal.

L’artista che fa canzoni sui quadri

“L’artista che fa canzoni sui quadri”: è così che Emanuele Aloia si definisce sulle piattaforme social. Una descrizione ironica ma che allo stesso tempo racchiude in poche parole un marchio di fabbrica del giovane artista. Ed è proprio sui social network, e in particolare tramite TikTok che la sua musica ha iniziato a raggiungere la popolarità. Primo tra tutti il singolo Girasoli, oggi certificato disco d’oro, ha iniziato ad essere utilizzato come audio per i video del social cinese da centinaia di migliaia di utenti. Il vero riscontro dal grande pubblico però, arriva con la pubblicazione del secondo brano durante la quarantena, Il bacio di Klimt, canzone che ad oggi vanta tre dischi di platino e mezzo milione di utilizzi sulla piattaforma di video cinese.

Triplo disco di platino per il singolo Il bacio di Klimt

Armonia nel disequilibrio

L’ambizione di Aloia è di “far trovare alle persone l’armonia nel disequilibrio. […] forse proprio lì si nascondono le canzoni più belle”: un concetto che si coglie in ogni pezzo della scaletta, in particolare nella title track Sindrome di Stendhal. Per chi non lo sapesse infatti, la sindrome di Stendhal è un “Complesso di manifestazioni di disagio e sperdimento psichico conseguenti a una forte esperienza emozionale subita, in partic., da visitatori di centri storico-artistici dove più forte e caratterizzante è il contesto culturale” (Treccani). Sensazione che Emanuele è riuscito ad esprimere anche attraverso l’imprevedibilità e la varietà delle diverse canzoni: esempi sono La Monna Lisa, in cui il ritornello risulta inaspettato rispetto a come inizia la strofa, o Mi stai già perdendo, che ha un ritornello cantato e strofe molto rap quasi in extra beat.

Impara l’arte e…

Il detto che dice “impara l’arte e mettila da parte” per Emanuele è diventato “impara l’arte e facci un disco”. Già solo leggendo il titolo dell’album e la tracklist si comprende come l’arte sia il filo conduttore di questo progetto. Non solo in forma pittorica, bensì nei testi si ritrovano numerosi riferimenti letterari (Romeo e Giulietta), cinematografici, musicali (Buongiorno Principessa) e filosofici (Schopenhauer). Una caratteristica che salta immediatamente all’occhio in questo lavoro discografico sono le citazioni dei più importanti pittori, quadri, scrittori, personaggi storici, registi e filosofi. I rimandi a questi elementi della storia sono presenti nella quasi totalità della scaletta, ad eccezione di un unico brano: Ipocrisia. Quest’ultimo, infatti, presenta un testo ricco di eventi d’attualità tramite il quale l’artista vuole presentare una denuncia sociale, sottolineando l’atteggiamento falso delle persone di fronte ad eventi atroci, ma ormai fin troppo presenti nella nostra quotidianità.

Emanuele Aloia & band agli Uffizi per la presentazione del disco La Sindrome di Stendhal

Un disco composto da 13 tracce, pubblicato per Sony Music Entertainment Italy più di due mesi fa e che ad oggi conta 4 dischi di platino e 1 disco d’oro. Attualmente è in rotazione radiofonica Notte Stellata, un pezzo che parte come ballad per poi convertirsi in un up-tempo molto accentuato. Tra i singoli precedentemente estratti troviamo anche L’urlo di Munch e Quando Dio ti ha inventata, brani che vantano milioni di riproduzioni sulle piattaforme di streaming e il raggiungimento delle top posizioni in classifica. L’album si chiude con Pollicino, canzone introspettiva e personale che Emanuele Aloia dedica alla madre. Come si diceva una volta “già solo questa canzone vale l’acquisto del disco”.

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