Eddie The Head: una mostruosa mascotte

Pensando agli Iron Maiden, qual è la prima figura ad apparire nella nostra mente se non quella di Eddie The Head? Forse non tutti però conoscono la storia di questa inquietante mascotte; ci pensiamo noi a raccontarvi la nascita di questo mito.

Ci troviamo a metà anni ’70 nei sobborghi dell’east London; da un lato troviamo la nascente band Iron Maiden e, parallelamente, il giovanissimo disegnatore Derek Riggs, anche lui in cerca di fama. Dalla bozza di un personaggio scheletrico e dallo sguardo assassino, dall’incontro fortuito tra il giovane Derek e il bassista degli Iron Maiden, Steve Harris, nacque un mito, l’uomo immagine di ogni album e, successivamente, dei concerti della band. Ecco a voi la storia della mascotte che ha segnato la storia della musica heavy metal: Eddie The Head.

Dalla penna di Derek Riggs

Derek Riggs è un giovane illustratore londinese, che, cacciato dalla scuola d’arte, cerca di trovare fama con i suoi disegni alquanto macabri e palesemente ispirati allo stile punk che tanto spopolava all’epoca. Sul finire degli anni ’70 inizia a disegnare quello che sarà il prototipo dell’Eddie che conosciamo noi oggi. Una figura smagrita, vestita con indumenti stracciati, con un viso scheletrico e lunghi capelli punk; la caption del bozzetto è Electric Matthew Says Hello. Sarà Steve Harris, un paio di anni dopo, sfogliando per caso il suo portfolio, a riconoscere il grande talento del giovane artista e a chiedergli di disegnare la cover del primo omonimo album della sua band Iron Maiden. Una collaborazione decennale di grande successo; tanto che col passare del tempo e con il grande successo riscosso dalla band, il mostro di Riggs esce dagli album per conquistare tutto il mondo durante i concerti.

Derek Riggs (artovercovers.com)

Chi è Eddie The Head? I dischi

Il nome di Eddie, spiegano i membri della band, deriva da una barzelletta inglese molto popolare a quei tempi. È la storiella di un bambino che nasce senza corpo, ha solo la testa ed il suo nome è Eddie. Derek Riggs disegna Eddie in tutte le copertine degli Iron Maiden fino al 1990. All’inizio, Eddie e le sue performance sono disegnate a mano; da Fear Of The Dark, il gruppo decide però di cambiare volto (e anima) alla sua mascotte. Le immagini saranno fatte con programmi grafici, l’effetto non sarà lo stesso, suscitando scontento tra i fan più accaniti. Dopo il 1990, Riggs porta Eddie in alcune versioni live in vinile e ancora in studio con Brave New World, nel 2000, nell’ultimo album The Book Of Souls (2015) e nei relativi LP live. La prima apparizione, però, non si scorda mai. Avvenne nel febbraio 1980, in occasione dell’uscita del singolo Running Free: Eddie, per ora, è solo un’ombra spaventosa, ma in breve tempo, con l’uscita del primo album, appare anche il suo viso.

Eddie domina il palcoscenico

All’inizio, Eddie è una maschera kabuki, già inquietante perché spruzza sangue finto sul pubblico a fine esibizione. Poco tempo dopo, la maschera è in lana di vetro, molto più grande, come se volesse uscire dal palco, scrutando l’ambiente con occhi lampeggianti e fumo che esce dalla bocca. L’Eddie di quasi 3 metri, semovente e vivo che vediamo noi oggi nei concerti nacque nel 1982 in occasione del tour The Beast on the Road e successivamente nacquero tante altre copie di Eddie a riempimento dello sfondo del palco. Tra questi, troviamo ad esempio un Eddie mummificato che spara scintille dagli occhi, creato in occasione del World Slavery Tour dell’84.

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Alcuni easter eggs nelle copertine

Come ogni buon disegnatore che si rispetti, anche il nostro Derek lascia la firma su ogni suo lavoro. Forse nessuno l’ha mai notata, ma è sempre presente… Vi sfidiamo a trovarle tutte! C’è un album in particolare, però, che è davvero pieno di piccole sorprese, che cattura la nostra attenzione per la minuziosità nei dettagli e per la splendida immagine stessa: parliamo di Powerslave. Derek Riggs lascia diversi messaggi nascosti in questa cover, praticamente impossibili da cogliere a occhio nudo, più visibili in una copertina di vinile. Alcuni di questi easter eggs sono: “Wot a load of crap” a destra della piramide, “Bollokz”, “Indiana Jones Was Here 1941”, “Wot? No Guiness” e una figura simile a Charlie Brown e, infine, un disegnino di Mickey Mouse, il tutto a sinistra. La firma di Derek è davvero difficile da scovare in questa copertina, perciò ve lo sveliamo noi… Si trova sopra all’entrata della piramide!

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