Banzai (Lato arancio) di Frah Quintale ha il sapore della rinascita

Il Lato arancio di Banzai è la perfetta armonia a seguito del malinconico Lato blu. Rappresenta l’accettazione di una relazione conclusasi in maniera turbolenta con lo scorso progetto discografico.

Il nuovo disco di Frah Quintale si intitola Banzai (Lato arancio) ed esce per Undamento a quasi un anno (che in tempo di pandemia sembra un’eternità) da Banzai (Lato blu). Vengono così delineate le due facce della medaglia della giovane promessa dello street pop italiano. Un disco che va a incastrarsi per completare perfettamente il malinconico lato blu, regalandoci momenti di solarità e la forza per ricominciare a vivere, che sia dopo la fine di una relazione o dopo un periodo come quello che abbiamo vissuto tutti a seguito della pandemia.

La prima impressione

L’impressione che si coglie ascoltando questo lavoro è che, mentre ognuno di noi è rimasto chiuso in casa nell’ultimo anno, Francesco Servidei abbia viaggiato ed esplorato il mondo per poi raccontarci tutte le avventure vissute. Un viaggio che effettivamente c’è stato, ma solo attraverso la mente, sulle ali della fantasia. Il mood e le sonorità sono molto più chill rispetto allo scorso lavoro, anche se non manca quel lato emotivo a cui ci ha sempre abituati.

Il mondo di Frah Quintale

Questo album racchiude le varie sfaccettature del mondo di Frah Quintale. Ascoltando il disco, infatti, possiamo trovare pezzi completamente diversi l’uno dall’altro, per mood, significato e sonorità. Si passa da un brano come Pianeta 6, dalle acustiche ricche di elettronica, quasi ispirate ai Daft Punk, a una canzone come Se avessi saputo, che, con la semplicità di una chitarra e di una base quasi completamente acustica, ti entra dritta al cuore e, inevitabilmente, sprigiona immagini in cui molti di noi si possono rispecchiare. I 10 pezzi che compongono la tracklist sono un vero e proprio flusso di coscienza, attraverso cui il cantautore bergamasco ripercorre diversi momenti salienti degli ultimi anni. D’altronde, anche nei brani più riflessivi e introspettivi, come Giorni da solo, Cardio, Scheletri e Sempre bene, si respira comunque quell’aria di libertà e speranza che è maggiormente percettibile in Le sigarette, Si può darsi o La notte mi chiama.

Un duo che diventa trio

Negli ultimi anni, come è giusto che sia, si sta dando la giusta importanza ai produttori che lavorano dietro ad ogni progetto discografico. In questo disco, e come in ogni altro lavoro di Frah, troviamo al suo fianco Stefano Ceri, uno dei nomi di punta nel mondo dei producer di questi ultimi anni. Squadra che vince non si cambia. L’accoppiata è sempre stata vincente, lo hanno dimostrato i risultati degli album Regardez moi e Banzai (Lato blu) e, a giudicare dall’entusiasmo riscontrato nel pubblico dopo solo pochi giorni dalla pubblicazione, anche in questo nuovo disco il lavoro di coppia ha funzionato. Menzione d’onore va a un brano in particolare, ovvero Chicchi di riso, in cui il duo diventa trio. Il featuring in questione è infatti con Franco126, cantautore romano, anch’egli affiancato da Ceri per la produzione delle proprie canzoni. Il pezzo è un ottimo candidato per diventare colonna portante dell’indie pop italiano.

Artwork del brano Chicchi di riso

Banzai

I concerti dal vivo stanno finalmente tornando, in sicurezza e rispettando le normative vigenti. Per ora si potrà assistere solamente con posti assegnati e da seduti, ma l’emozione non può mancare. Lo sa bene Frah Quintale, che coglie la palla al balzo e annuncia un tour estivo di 13 date (possibili cambiamenti) in giro per l’Italia. Questa volta non sarà affiancato da Ceri, bensì da una band composta da 4 musicisti, pronti a farci vivere un’avventura tutta nuova. Ma non è finita qui. Il cantautore bergamasco ha anche annunciato un tour autunnale nei maggiori club italiani: si parte il 22 ottobre da Bologna per arrivare l’11 dicembre a Napoli, passando per 8 città diverse. È il caso di gridare: Banzai!

No Comments

Leave a Reply

Categorie