Anche i metallari amano la letteratura

Sembra strano ma è così…anche alcune star del metal amano la letteratura.

Molti penseranno che i metallari sono solo dei capelloni, amanti della birra, delle moto e delle toppe sul chiodo di pelle… Eppure c’è di più! ATTENZIONE! Non parleremo di viking o epic metal, essendo già generi che trattano di letteratura e mito. Andremo a scoprire qualcosa di nuovo, a cui pochi fanno caso, passando per l’Inghilterra, la Spagna e l’America.

Gli Iron Maiden

Pensiamo ad esempio alla famosissima canzone “The Rime of the Ancient Mariner“, tratta da Powerslave, album del gruppo heavy metal britannico Iron Maiden. Non è altro che una ballata scritta da Samuel Taylor Coleridge, autore romantico anch’egli inglese, secondo autore delle Lyrical Ballads insieme a William Wordsworth. È la storia di un vecchio marinaio che ad un matrimonio rapisce con lo sguardo uno dei testimoni, “condannandolo” ad ascoltare la sua lunga storia di disavventure, tra morte, sete e redenzione. Se ancora non la conoscete, correte ad ascoltarla perché la musica è semplicemente stupenda e il testo non è altro che un “riassunto” della ballata originale.

Iron Maiden – Powerslave 1984 – EMI records

Bruce Dickinson, cantante e frontman della band, dichiara, nella sua recentissima autobiografia, A cosa serve questo pulsante?, di essere sempre stato un grande appassionato di storia e letteratura. Anche il bassista e creatore del gruppo – Steve Harris – e uno dei chitarristi – Adrian Smith – non sono però da meno; anche loro hanno partecipato alla stesura dei brani citati. Un altro esempio é Flight of Icarus, che racconta il mito di Icaro, il quale cerca di fuggire dalla prigionia del labirinto di Creta che il suo stesso padre aveva costruito. Purtroppo la storia non ha un lieto fine… Infatti, Icaro, nel tentativo di volare via, preso dalla magia del volo, si avvicina troppo al sole, bruciando le ali costruitegli dal padre e muore cadendo in mare. Altri esempi di questi Iron Maiden “letterati” sono Murders in the Rue Morgue, brano tratto dall’omonimo racconto giallo/thriller di Edgar Allan Poe, o ancora la più vecchia The Phantom of the Opera, ispirata al celebre romanzo di Gaston Leroux, poi ripreso in versione teatrale e cinematografica. Durante la loro carriera, “le vergini di ferro” sono anche andati incontro a qualche screzio con l’autore di Dune, Frank Herbert, a causa di To Tame a Land che si inspira al romanzo. Herbert infatti vietò al gruppo di intitolare il brano Dune e di citare parti del romanzo.

I Tierra Santa

Dalla Spagna con furore troviamo i Tierra Santa, un gruppo heavy metal originario de La Rioja. Dall’inizio della loro carriera, nel ’97, producono canzoni spesso basate su miti e leggende, storia e letteratura spagnoli.

Tierra Santa – Tierras de Leyenda – 2000 Locomotiv Music

Il loro album Tierras de Leyenda, pubblicato nel 2003, presenta due tracce dal titolo La Canción del Pirata I e La Canción del Pirata II. Queste due tracce sono la ristesura in musica – sempre rigorosamente metal – di un celebre poema romantico della letteratura spagnola, La Canción del Pirata di José de Espronceda. Narrano la storia di un pirata molto temuto, la cui unica casa, ormai, è il mare e la cui unica certezza nella vita è la propria libertà.

"Que es mi barco mi tesoro,
que es mi dios la libertad,
mi ley, la fuerza y el viento,
mi única patria, la mar."
"Il mio tesoro è la mia barca,
Il mio unico dio è la libertà, 
La mia legge, la forza e il vento,
La mia unica patria il mare." 

Questo è il ritornello della canzone, che racchiude in pochi versi i temi principali dell’intero poema, ovvero la libertà e l’indipendenza, il rifiuto di ogni legge e di qualsiasi altro tesoro o proprietà che non sia la barca. Insomma, è un vero e proprio inno al romanticismo, che racchiude tutti i valori di questa corrente letteraria ottocentesca. Nello stesso album troviamo anche Sodoma y Gomora, brano ispirato al racconto biblico della Genesi, che narra di queste due città distrutte da Dio per aver abbandonato la fede e aver peccato di omosessualità e “decadimento umano”.

I Metallica

Parliamo ora di uno dei gruppi metal più famosi di tutti i tempi, uno dei “big four del trash metal assieme ad Anthrax, Slayer e Megadeth.

Logo della band Metallica

Ebbene sì, anche i Metallica si sono occupati di letteratura. Sono certamente pochi i brani di ispirazione letteraria e sono spesso passati inosservati, soprattutto a chi conosce il gruppo per i grandi classici come One, Seek & Destroy, Enter Sandman e Master of Puppets, ma ecco alcuni esempi. Per primo, il brano The Call of Ktulu, tratto da Ride the Lightning. Questo brano riprende il romanzo inglese di H. P. Lovecraft The Call of Chtulhu – “Il richiamo di Chtulhu” in italiano.

La grande ispirazione dei quattro cavalieri dell’Apocalisse

I Cavalieri dell’Apocalisse (1887) rappresentati da Victor Vasnetsov.

Questo racconto biblico, contenuto nell’ Apocalisse di Giovanni sembra aver riscosso molto successo tra i musicisti… Ecco alcune reinterpretazione dei nostri musicisti preferiti. Per primi, parliamo ancora dei Metallica, con il brano The Four Horsemen tratto dal loro primo album Kill ‘Em All. I cavalieri che ci vengono presentati sono Tempo, Carestia, Pestilenza e Morte. Troviamo poi i The Clash, che nel loro più famoso album London Calling hanno inserito una traccia dal titolo Four Horsemen. Anche i Judas Priest hanno dedicato ai cavalieri un brano nel disco Nostradamus, intitolato ancora una volta The Four Horsemen. I grandi rivali dei Metallica, i Megadeth hanno deciso di ispirare la copertina dell’album United Abominations ai cavalieri, o meglio, l’angelo che precede la venuta di questi e l’ambientazione apocalittica tra fiamme e distruzione. La canzone Blessed Are The Dead, contenuta nello stesso album, è dedicata ai quattro.

Megadeth – United abominations – 2007 Roadrunner Records

Per conclude il nostro viaggio tra metal e scritti letterari, bisogna citare anche il grande chitarrista Yngwie J. Malmsteen, icona del sottogenere nordico. Pure lo svedese, infatti, ha una canzone chiamata Four Horsemen (of Apocalypse) nel suo album del 2008 Perpetual Flame.

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