Achille Lauro pubblica 1920, l’album che non ti aspetti

L’artista romano è tornato con l’album che completa la trilogia temporale composta da 1969 e 1990, infrangendo qualsiasi aspettativa.

Può un artista continuare a stupire dopo così tanti progetti? Generalmente no, a meno che tu non sia Achille Lauro. L’artista romano è tornato in grande stile, insieme alla The Untouchable Band, per il suo nuovo progetto 1920. L’album si presenta come una perfetta commistione tra presente e passato, come se fosse una sorta di viaggio nel tempo, mantenendo tematiche attuali con una sonorità mista fra jazz e swing. Andiamolo ad analizzare insieme.

Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, classe 1990 (Optimagazine)

L’inizio della fine

1920 è l’ultimo capitolo della trilogia musicale inaugurata da Achille Lauro nel 2019 con 1969 e continuata poi nella scorsa estate con 1990. Questo viaggio artistico è partito con sonorità del tutto diverse da quelle solite dell’artista romano, più legato al rap e alla trap, dando vita a tracce più vicine al rock’n’roll, al rockabilly o al surf rock, come la celeberrima Rolls Royce o 1969. Qualche mese fa la pubblicazione di 1990 aveva stravolto nuovamente le sonorità dell’artista, diventate più vicine al mondo della dance, andando proprio a riprendere le tracce più in voga negli anni ’90, obiettivo dell’album stesso. 1920, ora, riprende le sonorità affini al periodo degli anni ’20, quindi si affaccia al mondo del jazz o dello swing, creando nella testa degli ascoltatori una sorta di immaginario in “bianco e nero”. Questo album chiude quindi la trilogia “back in the days” proposta da Lauro, che ha già annunciato il prossimo album come quello che cambierà la musica italiana <<per sempre>>.

Il progetto

L’album presenta 8 tracce, di cui solo 4 sono totalmente inedite, mentre le altre 4 sono rivisitazioni. Tu vuo’ fa’ l’americano e Jingle Bell Rock, cantate rispettivamente con Gigi D’Alessio e Annalisa, sono tributi ai famosissimi brani omonimi. Discorso differente invece vale per Cadillac 1920 e Bvlgari Black Swing: la prima è una rivisitazione di Cadillac di Lauro stesso, presente in 1969; la seconda, invece, è ripresa da Bvlgari, traccia di Pour L’Amour, album del 2018 di Lauro anche se, stavolta, la traccia vede il featuring di Gemitaiz e Izi, assenti nella prima versione.

Tracklist 1920 di Achille Lauro (Genius)

Le tematiche

Per quanto riguarda i contenuti, l’album risulta abbastanza variegato e mai piatto, mantenendo però sempre quella sorta di scenario anni ’20 alla “Grande Gatsby”. Tralasciando Cadillac 1920, Tu vuo’ fa’ l’Americano e Jingle Bell Rock, che mantengono testi simili alle originali, le restanti sono piccoli capolavori. Sono definibili tali perché seppur non siano pregni di significato, lasciano respirare pienamente la traccia e rendono l’ascolto leggero e disimpegnato. Pessima e Chicago sono le tracce più gangster e ci trascinano in un’amore criminale fatto di armi e soldi, mantenendo però sempre una leggerezza non indifferente. My Funny Valentine e Piccola Sophie sono invece i pezzi più chill, essendo d’amore, ma, allo stesso tempo, il cantato di Lauro, quasi trascinato, li rende quasi un lamento. Discorso totalmente differente per Bvlgari Black Swing. La traccia, infatti, secondo me è il vero capolavoro dell’album, in quanto perfetta commistione fra più generi: rap, jazz, trap e la “samba trap” ideata da Lauro stesso. Geniale il riferimento a Gli Aristogatti, film d’animazione della Disney, con “Tutti quanti vogliono fare il jazz”, frase che si ripete più volte nella traccia.

Le sonorità

I veri protagonisti dell’album però sono The Untouchable Band. Questa banda, diretta da Dino Plasmati, ha composto 8 tracce formidabili, senza alcun tipo di dubbio. Le sonorità jazz composte da tromba e piano, insieme alle seconde voci, hanno creato l’atmosfera raffinata tipica di un jazz club. Unica soluzione di continuità è la voce di Lauro, quasi da rockstar consumata. Anche a livello sonoro Bvlgari Black Swing è la traccia meglio riuscita dell’album. Oltre alle ottime strofe di Gemitaiz e Izi, va sottolineato un importantissimo lavoro da parte dell’orchestra, che ci regala quasi due minuti di strumentale che, a parer mio, valgono l’intero progetto.

Ambizione e coraggio: i veri protagonisti di 1920

L’accompagnamento di The Untouchable Band rende tutto più semplice, ma per produrre un album così ci vuole coraggio. Portare un progetto così retrò quanto innovativo nel panorama musicale odierno può rivelarsi una scelta folle, ma il genio è soprattutto follia. Definire Achille Lauro un genio musicale forse sarebbe scorretto, ma definirlo al di sopra di molti altri artisti sembra doveroso. Seppur, a livello di audience, questo album abbia suscitato poco clamore, è da ascoltare; rivelandosi come una sorta di preparazione al prossimo album, non fa altro che aumentare le aspettative verso un artista troppo bistrattato. Le sue scelte musicali dell’ultimo anno hanno reso Lauro più sensibile alle critiche, in primis da parte dei suoi fan, abituati alla figura da rapper. Achille va, però, apprezzato. Vero, non ha inventato nulla di nuovo, ma riportare nella musica odierna dei must del nostro passato non è da tutti. Achille Lauro è ambizioso, è coraggioso. L’amore della musica lo ha spinto fino a qui e chissà dove arriverà. Per scoprirlo, però, dovremo aspettare ancora un po’.

No Comments

Leave a Reply

Categorie