17, l’ultimo capitolo del rap italiano

Dopo essere passati a bordo di un carro armato fatto di metriche e punchline sopra la scena rap italiana, Emis Killa e Jake La Furia rilasciano 17-Dark Edition. Scopriamo cosa avranno voluto aggiungere ad un album di questo calibro. 

Dopo 15 anni di carriera, la passione per questa musica li ha portati a collaborare di nuovo assieme. A completare il loro primo joint album troviamo 5 inediti, nei quali sono presenti collaborazioni con Rkomi, Ernia, Geolier e i remix di L’ultima volta, insieme a Speranza, e quello de Il seme del male con Not Good ed Inamos.

Copertina dell’album 17 (Newsic)

Che cosa è un JOINT-ALBUM

Un joint-album vede come protagonisti due artisti, aventi entrambi una carriera da solista, i quali decidono di unire le loro penne su un unico disco. In Italia la lista dei Joint album è lunga: non possiamo non citare Santeria, realizzato da altri due pilastri del rap italiano, Gue Pequeno e Marracash, oppure El Micro de Oro, diventato un culto negli anni, curato da Tormento e Primo Brown (pace all’anima sua). Non bisogna dimenticarsi di Gemitaiz e MadMan, i quali vantano un sacco di collaborazioni fra di loro, tra cui la saga Veleno, 3 album ed un mixtape assieme. Con 17 abbiamo il ritorno alla scrittura di Jake la Furia, dopo tanti anni di assenza, spronato ripetutamente da Emis Killa. I due artisti, stanchi della tanta musica pacco, a loro modo di dire, che sta continuando ad uscire negli ultimi anni, avvertirono i loro fan che questo sarebbe stato un album fatto al vecchia maniera, contro le dinamiche di mercato attuale, un ritorno del rap crudo fatto di vere rime ed incastri tecnici. E così è stato, le parole di Emiliano e di Francesco si sono rivelate vere, sfornando un disco con una forte attitudine street, però con dei suoni freschi, contemporanei, così da mischiare la vecchia scuola con le nuove leve. 

Emis Killa: dal Freestyle fino al Rap

Emiliano Giambelli in arte Emis Killa è un rapper di Vimercate classe ‘89 inizia la sua carriera artistica nel 2006. Si è fatto conoscere nel 2007, vincendo il Tecniche Perfette, una delle competizioni italiane di freestyle più importanti. Per chi non lo sapesse, questa competizione consiste in una sfida tra due freestylers. Il freestyle si basa sull’improvvisazione nel creare rime contro lo sfidante: la bravura in questo si basa sulla reattività nel trovare le rime, dalla creatività di esse e dalla capacità di stare a ritmo con il tempo della base. Dopo la vittoria, chiude con il freestyle per poi firmare con Blocco Recordz e realizzare Keta Music, il suo primo album, uscito nel 2009, che vede un suo continuo nel 2015 con Keta Music Volume 2. Ancora oggi i suoi fan più storici ne sognano un continuo, viste anche le parole dette recentemente da Emiliano in un intervista, nella quale afferma di voler continuare questa saga.

Istantanea del video ufficiale di Maracaná

Nel 2012 pubblica L’ Erba Cattiva, rimanendo nella classifica dei migliori album italiani per oltre un anno, forse grazie anche alla super hit che abbiamo cantato tutti, Parole di Ghiaccio. Per i  mondiali del 2014 in Brasile, Emis Killa è stato il portavoce italiano con Maracanà, utilizzata come sigla per Sky Sport. In 15 anni di carriera, Emiliano ha raggiunto traguardi che tanti rappers non immaginerebbero neanche, un vero fenomeno nel campo, firmando ben 11 album.

Dai Club Dogo al periodo Raggaeton, il ritorno di Jake

Francesco Vigorelli è un rapper nato nel ‘79. Inizia la sua carriera nel 1999, conquistando Milano grazie ai Sacre Scuole, gruppo formato da lui, Gue Pequeno e Dargen D’Amico, per poi arrivare alle orecchie di tutta Italia con i Club Dogo, pubblicando nel 2003 Mi fist e, nel 2006, Penna Capitale, due mostri sacri del rap italiano. I Club Dogo sono un gruppo musicale nato nel 2003, formato da Jake, Gue e dal produttore Don Joe subito dopo lo scioglimento dei Sacre Scuole, per via di alcuni diverbi interni con Dargen. Sono  i portatori dell’hip hop come stile di vita in Italia: se ora il rap é uno dei generi più ascoltati, lo dobbiamo a loro. 

I Club Dogo (rapologia)

Dopo una ‘Dogocrazia’ generale sulla scena rap, Jake decide di lavorare anche da solista, rilasciando nel 2013 Musica Commerciale. Il titolo dell’album si rifà al periodo raggaeton, come lo definisce lui, che si distacca sia dalle tematiche sia dalle sonorità dal panorama rap. I Club Dogo, dopo 14 anni assieme, tramite un’intervista per pubblicizzare Gentlemen, quarto album da solista di Gue Pequeno, dichiarano che una re-union del gruppo sarebbe improbabile. Non sappiamo quando e come si siano sciolti, nessuno ha mai voluto dare spiegazioni. Il lavoro che hanno svolto come gruppo è stato talmente rivoluzionario che, ancora oggi, la gente sogna di veder cantare i Club Dogo. 

Perché è da considerare un nuovo capitolo del rap? 

L’Importanza di questo disco è data dalle penne di Emis Killa e Jake la Furia. In 17 abbiamo il confronto generazionale di scrittura tra due padri del genere. Il bello di un joint album è anche la competizione che nasce tra i due artisti nel voler scrivere la strofa più forte: vedere Jake ed Emis lavorare insieme è come assistere al passaggio del testimone nel panorama rap. Rappresenta un nuovo capitolo, perché in un momento del genere dove la musica è dettata dal mercato: uscire con un disco fatto per rivivere i vecchi tempi può aver riacceso la fiamma negli occhi di tanti artisti o giovani emergenti che sognavano un ritorno del vero rap. Emis e Jake immaginavano che 17, considerando le tematiche dure, i flow e lo stile, non potesse essere un album da classifica o, perlomeno, non era stato concepito con l’idea di andare in classifica. Il disco rimase primo tra i migliori album italiani per due settimane, disco d’oro in tre settimane e, più recentemente, i due rapper hanno celebrato il platino. E quando si tratta di festeggiare, loro sanno cosa serve: giusto dieci giorni dopo arriva la repack ufficiale del disco, 17 Dark Edition.

Che cosa aggiunge la Dark Edition?

Il termine Dark puó essere collegato al fatto che, all’interno delle nuove tracce, troviamo delle tematiche più cupe, più riflessive, più contenuti. Ed è esattamente ciò che mancava a 17. Tenendo a mente che il disco, in origine, era stato ideato solo per divertirsi e riportare un po’ di rap, l’effetto ottenuto è stato veramente sorprendente. Scoprire che, in realtà, un sacco di persone non stava aspettando altro che un ritorno a questo genere ha sorpreso molto i due artisti, i quali infatti non si aspettavano minimamente di ottenere il platino. A questo punto, non rimaneva altro che cercare di sgrezzare il disco, aggiungendo tracce più fresche e melodiche, con una ricerca accurata del testo.

Tracklist 17 Dark Edition

Le 3 tracce da non perdersi

Più lei che noi, realizzata insieme ad Rkomi, è un inno alla musica. I tre artisti raccontano di come essa abbia cambiato la loro vita, nonostante possa averli portati a prendere bivi molto importanti, con scelte rischiose nella loro carriera. Lo spiega Emis nella sua strofa, dicendo “Più di una tipa ha detto O me o la musica/io ho scelto sempre la seconda, che è anche l’unica/ Tu hai scelto l’ascensore, mentre io ho preso le scale/ E infatti sei già sceso, io intendevo restare”. In Ok così, invece, abbiamo una delle strofe più belle dell’album, in cui Emis Killa apre una riflessione su cosa sia cambiato nella vita e su cosa debba cambiare. Ricordiamo che entrambi i rappers hanno famiglia con figli e questa traccia va come a mettere su una bilancia la vita di strada con la loro vita attuale, portandoli a riflettere su ciò che hanno fatto o realizzato. L’ultima volta è l’unico singolo certificato d’oro dell’album, realizzata insieme a Massimo Pericolo. Per la repack, al posto di quest’ultimo, abbiamo Speranza, grande amico di Massimo, con il quale, oltre ad aver collaborato e realizzato un tour assieme, condivide anche un’infanzia simile, costeggiata di crimini e droga. Però, nella musica non bisogna avere pregiudizi perché ciò che ci deve interessare è unicamente il prodotto finale. Speranza ci regala una versione innovativa di questa traccia, grazie anche al lavoro di produzione di Foreigner.Flip: rimane sulla stessa linea dei contenuti della prima versione, aggiungendo al cantato il dialetto napoletano e il francese. La sua storia lo rende un personaggio molto interessante e consigliamo di ascoltare le sue interviste per riuscire ad apprendere al meglio il ruolo che ha in questa canzone ed il suo rapporto con le carceri. Emis Killa, inoltre, spiega sui social che il motivo dell’assenza di Massimo Pericolo all’interno del remix è solo per una questione di minutaggio, che renderebbe la canzone troppo lunga. Per concludere, 17 è un disco di controtendenza, realizzato da due professionisti che lo hanno reso di tendenza, incarnando una rivoluzione musicale nell’immaginario rap e trap. Ora bisogna stare attenti agli effetti collaterali di questo album: già diversi rapper che hanno fatto la storia, come Noyz Narcos o Marracash, hanno annunciato ad un loro possibile rilascio nel 2021. Come sempre non ci resta che aspettare e scoprire cosa ci attenderà. 


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